Dopo la vittoria a Verona e un video incriminato, esplode la contestazione della curva Marco Piccoli: “Solo insulti e disprezzo finché se ne andrà”
La VL Pesaro chiude la stagione regolare di Serie A2 con una vittoria esterna a Verona (81-85) che vale l’undicesimo posto in classifica e l’accesso ai play-in. Ma il clima attorno alla squadra è tutt’altro che sereno. Sugli spalti del PalaOlimpia compare uno striscione eloquente: “Leka Co”**, un attacco frontale al coach Spiro Leka, accusato da una parte della tifoseria organizzata di essere troppo “aziendalista” e distante dal sentimento del popolo biancorosso.
La vera miccia, però, scoppia poche ore dopo. In un video diffuso dal club – un classico “dietro le quinte” che dovrebbe mostrare la gioia del gruppo – secondo molti tifosi si sentirebbe Leka pronunciare un invito ai giocatori: “Salutate le merde”, riferendosi presumibilmente agli ultras stessi.
Il giorno seguente, la Curva Marco Piccoli Pesaro rompe il silenzio con un comunicato durissimo, in cui si accusa l’allenatore di doppiezza e opportunismo:
«Pensavamo di averle viste tutte anche per quest’anno, dall’obiettivo promozione all’undicesimo posto, e invece ci ritroviamo con il nostro allenatore che si rivolge ai propri giocatori dicendo “salutate le merde”».
«Ci voleva un post da “dietro le quinte” per capire chi si nascondeva dietro la bella faccia e i falsi commenti del coach, un personaggio che ostenta la sua ‘pesaresità’ solo quando è sotto i riflettori».
«Un soggetto che prima ti apostrofa come merda e due minuti dopo ti dedica la vittoria in diretta TV. D’ora in poi solo insulti e disprezzo per questo personaggio indegno fino al giorno in cui se ne andrà».
Dal club, finora, solo smentite ufficiose. Ma la frattura con una parte importante della tifoseria sembra ormai insanabile. E ora i play-in, invece che un’opportunità sportiva, rischiano di trasformarsi in un campo minato.
Nino Valangamani

