Pesaro, truffe social ai giovani: in cambio di pochi euro cedono l’IBAN e finiscono nei guai

Allarme della Polizia: i conti correnti diventano strumenti per il riciclaggio di denaro illecito. Due le tecniche usate dai truffatori

PESARO – Un post sponsorizzato, la promessa di un facile guadagno, un canale Telegram e un conto corrente aperto a proprio nome: è questo il percorso, solo all’apparenza innocuo, che sta coinvolgendo diversi giovani pesaresi in una truffa ben più ampia e pericolosa. A lanciare l’allarme è la Polizia, dopo una serie di denunce raccolte negli ultimi giorni.

Il meccanismo è semplice quanto insidioso: «Paghiamo 150 euro per superare la verifica del conto», si legge in alcuni post social indirizzati soprattutto a un pubblico giovane. Chi clicca viene indirizzato su Telegram, dove viene convinto a installare una o più applicazioni per aprire conti online, dietro una piccola ricompensa che va dai 20 ai 100 euro. Vengono forniti una mail e un numero di telefono da usare nella registrazione. A truffa avvenuta, il conto – pur formalmente intestato alla vittima – è in realtà sotto il controllo dei malintenzionati.

Così, mentre i giovani pensano di aver guadagnato qualche euro extra, i truffatori ottengono strumenti perfetti per commettere frodi o riciclare denaro proveniente da attività illecite. E il rischio, spiegano le forze dell’ordine, è alto: «Questi conti spesso vengono utilizzati per movimentare fondi illeciti all’estero, anche in criptovalute. Chi li ha aperti rischia di essere coinvolto in indagini per riciclaggio, anche se in buona fede».

Ma non finisce qui. Una seconda variante della truffa, in rapida diffusione sempre tra i giovani, sfrutta la logica del multi-level marketing: con un sistema “a premi”, si ricevono piccole cifre per mettere like a video o contenuti online. Il passo successivo? L’apertura di un conto online dove ricevere denaro, da cui trattenere una percentuale e inviare il resto verso altri conti o piattaforme. Anche qui, si tratta di operazioni di riciclaggio camuffate da semplici incarichi digitali.

«È fondamentale non abbassare la guardia e informarsi – sottolineano dalla Polizia –. Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è. L’invito ai giovani è di non farsi attirare da facili guadagni e di rivolgersi subito alle forze dell’ordine in caso di dubbi».

L’allarme è reale. E l’esca, questa volta, corre sui social.

Nino Valangamani

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