Pasqua a Pesaro: tra uova, colombe e crescie al formaggio

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Anche a Pesaro, come in tutta Italia, la Pasqua è un momento di tradizione e convivialità. Ma vi siete mai chiesti perché proprio le uova sono diventate il simbolo di questa festa?

Tutto nasce da molto lontano, ben prima del cioccolato: nell’antichità, l’uovo rappresentava la vita che rinasce, la primavera che torna dopo il lungo inverno. Con il Cristianesimo, questo simbolo si arricchisce: l’uovo diventa metafora della Resurrezione di Cristo, della vita che esce dal sepolcro come dal guscio.

Durante la Quaresima, un tempo, era proibito mangiare uova. Così, alla fine del digiuno, si usava decorarle e regalarle. Con il tempo si è passati da semplici uova colorate a raffinate creazioni di zucchero e poi, tra Francia e Germania, alle prime uova di cioccolato. L’idea della sorpresa all’interno, nata nel Novecento, ha fatto il resto: oggi è difficile immaginare una Pasqua senza uovo (e senza cioccolato!).

Ma la tavola pasquale pesarese non si ferma certo qui.

La colomba: simbolo di pace e dolcezza

Altro dolce immancabile è la colomba, che deve il suo nome e la sua forma al simbolo della pace e dello Spirito Santo. Nata nel Nord Italia all’inizio del Novecento come “versione pasquale del panettone”, si è diffusa rapidamente in tutta la penisola. A Pesaro si trova in mille varianti: con glassa, senza canditi, artigianale, al cioccolato… ognuna con il suo profumo di festa.

Le crescie al formaggio: il gusto della tradizione marchigiana

E poi c’è lei: la crescia al formaggio (o pizza di Pasqua), una delle regine delle tavole marchigiane in questo periodo. A metà tra un pane lievitato e una torta rustica, è fatta con formaggio stagionato (pecorino o parmigiano), uova, farina e lievito naturale. A Pesaro e dintorni la si gusta a colazione la domenica di Pasqua, spesso accompagnata da salame, uova sode e un bicchiere di vino rosso. Una tradizione ancora viva, che unisce sapori antichi e convivialità.


Le voci degli artigiani pesaresi

Per comprendere appieno l’importanza di queste tradizioni, abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni artigiani locali.

Panificio Pagnoni: “La nostra crescia di Pasqua è preparata seguendo la ricetta tradizionale, con formaggi stagionati e una lievitazione lenta che le conferisce un sapore unico. È un prodotto che rappresenta la nostra identità e che ogni anno richiama clienti affezionati.”

Pasticceria Di Paolo: “Le nostre uova di Pasqua sono realizzate con cioccolato fondente di alta qualità e decorate a mano. Ogni uovo è una creazione unica, pensata per sorprendere e deliziare chi lo riceve.”


In fondo, le feste sono fatte anche di questo: memoria, gusto e condivisione. E ogni uovo, colomba o crescia al formaggio che portiamo in tavola racconta un pezzo della nostra storia — quella che, a Pesaro, continua a rinnovarsi ogni primavera.

Rosalba Angiuli

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