Demografia d’impresa nelle città italiane

Nel 2025 è Pesaro la città italiana che si conferma come una delle realtà urbane più segnate dal fenomeno della desertificazione commerciale, con un calo del 32,4% delle attività al dettaglio tra il 2012 e il 2024. E’ quanto emerge dal report “Demografia d’impresa nelle città italiane”, curato da Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che analizza l’evoluzione del tessuto economico nei centri urbani. In questo report Pesaro si colloca al terzo posto nella classifica nazionale, preceduta solo da Ancona (-34,7%) e Gorizia (-34,2%), in un contesto che vede il commercio tradizionale in affanno in tutta Italia.

Se Prato, nonostante un calo del 15,6%, resiste come migliore performance in Toscana, altre città della stessa regione registrano dati ben più allarmanti: Pistoia chiude la graduatoria con un -29,9%, seguita da Livorno (-28,5%), Arezzo (-26,2%) e Firenze (-23,1%). Il trend non  risparmia il Polesine, dove Rovigo ha visto chiudere 68 esercizi nel centro storico negli ultimi cinque anni, con un rapporto di tre cessazioni per ogni nuova apertura.

Il monito lanciato da Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio Chieti, è chiaro: “La desertificazione urbana avanza”, e sottolinea come, a fronte della scomparsa di 118.000 negozi e 23.000 attività ambulanti in dodici anni, l’unico segnale positivo arriva dal settore alberghiero e della ristorazione (+18.500 attività) e dall’imprenditoria straniera, cresciuta del 41,4%, a differenza di quella italiana, ferma a un +3,1%.

Nino Valangamani

Foto tratta dal web

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