Terzo sì del Consiglio alla valorizzazione dell’ex Manzi

Sì del Consiglio comunale alla delibera di variante al Prg relativa all’area dell’ex scuola ‘A. Manzi’ in via Lamarmora 18, mediante Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Tra i temi discussi dall’assise anche l’intitolazione di un luogo della città a Norma Cossetto (mozione respinta), la variazione al Bilancio di previsione finanziario 2025-2027 che porta circa 4milioni di euro complessivi nel bilancio (approvata), e la variazione al Piano triennale degli acquisti di forniture e servizi 2025-2027 e aggiornamento Dup 2025-2027 (approvata) che ha coinvolto l’aula nel dibattito sulla Biosfera.

INTERROGAZIONI/INTERPELLANZE

Il Consiglio comunale si è aperto con l’interpellanza della consigliera Serena Boresta sui “Problemi di sicurezza in zona piazzale Matteotti”. L’assessora alla Sicurezza Sara Mengucci ha detto: «L’amministrazione è a conoscenza delle criticità presenti in zona ed è stata già fatta l’identificazione da parte della Polizia Locale a seguito delle segnalazioni avvenute i giorni scorsi. A questo proposito, a seguito dei recenti episodi, sono intervenute le Forze dell’Ordine ed occorre specificare che, oltre a ragazzi minorenni, c’è una presenza anche di giovani maggiorenni. Attualmente la Polizia Locale non ha ricevuto denunce. Confermo la possibilità di denunciare gli atti di vandalismo per consentire alle Forze dell’Ordine, che hanno la competenza della sicurezza in città, di dare seguito alle segnalazioni. Come ad esempio successo con quella pervenuta ad inizio marzo nella zona di piazzale Miccichè in cui la Polizia Locale ha visionato le immagini delle telecamere di video sorveglianza e sono stati identificati i responsabili degli atti di vandalismo. È una zona già controllata dalle Forze dell’Ordine, sorvegliata da sei occhi elettronici (in centro se ne contano 15 escluse quelle della stazione e del sottopasso), nella quale insieme alla Polizia stiamo intensificando ancora di più i controlli. Le telecamere sono state uno strumento di supporto anche per le Forze dell’Ordine e risultano tutte funzionanti. Riteniamo che siano sufficienti e si conferma che nella zona del centro storico se ne contano 15, escluse quelle della stazione e del sottopasso. La sicurezza non è una competenza diretta del Comune, ma collaboriamo continuamente e costantemente con le Forze dell’Ordine soprattutto nelle zone in cui si manifestano maggiori criticità. In questo contesto il sistema di videosorveglianza presente è stato molto utile per le indagini. Inoltre, a seguito delle segnalazioni di atti di vandalismo in piazzale Micciché di inizio marzo, il Quartiere si è attivato con Marche Multiservizi per una pulizia speciale dell’area. La Polizia Locale ha fornito le registrazioni delle telecamere presenti in zona alla Questura. Sono in corso da parte di quest’ultima indagini che hanno già portato all’individuazione dei soggetti, grazie anche al supporto delle telecamere. In collaborazione con le Forze dell’Ordine sono previsti controlli costanti ed un monitoraggio complessivo dell’area. Oltre ai controlli c’è la necessità di coinvolgere anche altri soggetti, in particolare con assessore alle Politiche sociali Luca Pandolfi, stiamo valutando la possibilità di attivare servizi come quello di animazione di strada, coordinato dall’ATS 1 e di unità di strada, gestito dal Dipartimento di Dipendenze Patologiche in cui si avviano attività e interventi di prevenzione, informazione e riduzione del rischio relativamente alle dipendenze. Come Polizia Locale, è stata pianificata una riorganizzazione del servizio che è partita proprio ieri, 24 marzo, e che permetterà un maggior presidio nei quartieri e un maggior controllo anche nelle zone del centro storico. In questo contesto gli agenti di Polizia Locale nei quartieri saranno 23, impegnati in 5 macro zone. La prossima settimana sarà convocata in accordo con la Presidente, la 1^ Commissione in cui illustreremo la nuova organizzazione». Così la consigliera Boresta: «Ringrazio l’assessora per i chiarimenti, mi preme solo precisare che l’interpellanza è stata protocollata a febbraio. Poi sono giunte altre segnalazioni dai residenti, la premura è quella di assicurarmi del funzionamento delle telecamere e del presidio sul territorio».

I consiglieri Redaelli, Boresta, Malandrino, Corsini e Canciani hanno chiesto l’“Estensione del servizio di isole ecologiche informatizzate” tramite un’interpellanza a cui ha replicato l’assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti: «L’intento di procedere all’estensione del servizio di raccolta rifiuti con isole ecologiche informatizzate è espressione di volontà politica, che si ritiene debba essere supportata da analisi Costi e Benefici rispetto all’investimento mirato ed analisi quantitative e qualitative sui dati della raccolta da parte del gestore. Agli atti del servizio Ambiente non risulta un piano di completamento e di copertura dell’intero Quartiere Centro Storico, né risulta un’analisi su altri Quartieri idonei per implementazione del servizio in altre zone della città». Così il consigliere Redaelli: «L’Amministrazione aumenti il servizio senza trincerarsi dietro formalismi. Aver tolto i sacchetti della spazzatura dal centro per noi è un obiettivo raggiunto, da estendere fuori dalla ZTL. Chiediamo ad Amministrazione e MMS un investimento per migliorare la qualità del servizio, in particolare del rifiuto raccolto, per ottenere la tariffazione puntuale».

Il dibattito è stato poi dedicato ai “Distributori di carburante cessati nel territorio comunale”, tema presentato con l’interrogazione della consigliera Giulia Marchionni. L’assessora alle Attività economiche Francesca Frenquellucci ha detto: «Il titolare dell’autorizzazione comunica al Comune la sospensione temporanea dell’attività degli impianti per un periodo non superiore a sei mesi, eccezionalmente prorogabile per altri sei qualora non ci siano le esigenze dell’utenza. Nei casi di documentata forza maggiore la sospensione si protrae per tutta la durata dell’impedimento. Al termine del periodo di sospensione dell’attività il titolare deve rimettere in esercizio l’impianto. Trascorso il termine il Comune diffida l’interessato a riattivarlo entro trenta giorni, pena la decadenza dell’autorizzazione. Tra il 2019 e il 2025 è pervenuta all’Amministrazione un’unica segnalazione. La pratica è stata trattata, fino a che il Dirigente competente ha chiesto formalmente al servizio Finanziario dell’Ente di prevedere in bilancio la disponibilità finanziaria necessaria alla demolizione in danno dell’impianto sopra descritto». Così la consigliera Marchionni: «Non credo di aver ricevuto risposte alle mie 5 domande, che ritengo siano d’interesse pubblico anche per la città».

DELIBERE

Approvata con 20 voti favorevoli e 10 contrari la delibera sulla “Variazione al Piano triennale degli acquisti di forniture e servizi 2025-2027 e aggiornamento Dup 2025-2027” che porta «modifiche necessarie, essendo tornata in capo al Comune, la funzione dei Servizi Informativi dall’1 gennaio 2025; funzione fino a quella data esercitata dall’Unione dei Comuni del Pian del Bruscolo. L’adeguamento si rende necessario anche per consentire l’avvio di nuovi servizi e forniture legati al progetto CTE SQUARE che doveva terminare al 31 dicembre 2024 e che è stato prorogato dal MIMIT al 31 dicembre 2025», ha ricordato l’assessora Francesca Frenquellucci.

Bartolomei: «I dubbi sulla delibera sono sulla manutenzione della Biosfera, un’annualità coperta con i fondi CTE che siamo per fortuna riusciti a ottenere. Mi preoccupa il biennio 2026-27, i fondi dovranno essere stanziati dalla spesa corrente del bilancio. Togliere 100mila euro l’anno è, per me, uno sbaglio».

Anniballi: «Il progetto della CTE doveva interrompersi al 31 dicembre 2024 ma il Ministero aveva già comunicato l’intenzione di prorogarlo al 2025. Gli uffici erano in attesa della comunicazione scritta e della modalità di autorizzazione ad inserire altri progetti. Ripetiamo anche che lo stesso Ministero, attraverso Fondi per lo sviluppo e la coesione, ha finanziato tutti i progetti CTE e il Comune non ha partecipato in alcun modo con le spese. La CTE ci ha permesso di fare un balzo in avanti rispetto all’innovazione media dei comuni, diventando punto di riferimento».

Marinucci: «La prima volta che ho visto la Biosfera mi ha ricordato la sfera di cristallo delle fattucchiere». E ancora, «Pesaro 2024 è finita, e i 100mila euro destinati all’installazione sono da valutare, visto che mi sembra che non si nuoti nell’oro. Ci sono altre priorità, potete condividerlo o meno».

Redaelli: «La variazione al DUP porta con sé diversi problemi, che non sottovaluterei con qualche risatina o dato strampalato. Si fa un errore importante di bilancio perché si va ad inserire dalla porta della CTE delle spese che diventeranno correnti, oggi sono coperta dal fondo CTE, domani non lo sarà più».

Lugli: «Con il progetto CTE abbiamo dimostrato che l’Amministrazione crede nello sviluppo tecnologico e capisce che cosa vuol dire investire nel futuro di questa città».

Lanzi: «A Pesaro si terrà una fiera del gaming che coinvolge il 44% degli adolescenti e che crea grossi problemi, spesso collegati al gioco d’azzardo patologico». La provocazione: «E allora facciamo anche una fiera del porno così completiamo a 360° le iniziative culturali nel territorio».

Fabbri: «Apprezziamo la tecnologia che avanza, ma non ci vogliamo arrendere sul fatto che servono risorse anche per amianto, sul piano antenne, sul parco della salute e strategia Fever».

Bernardi: «Mi stupisce quello che ha detto il collega Lanzi. In commissione c’è stato un dibattito costruttivo che spero sfoci in un atto scritto a più mani. Una castroneria dire che il gaming sia una delle principali cause dell’aspetto depressivo dei ragazzi».

Tomassoli: «La CTE è un progetto grandioso nato a Bruxelles per rilanciare l’innovazione che molti Stati non hanno. Ognuno dei 22 bandi usciti dal 2022 ha avuto dei punti cardine; quelli del bando di Pesaro erano cultura, turismo ed engagement. La CTE Square, insieme ai suoi partner, destina le sue risorse su progetti molto puntuali che sono ricompresi in questi temi». «Ciò è stato presentato durante i tanti incontri che si sono susseguiti e ai quali ho partecipato. Invece non è mai stata presente l’opposizione».

Andreolli: «Condivido l’intervento del collega Redaelli che si fonda sugli aspetti amministrativi, contabili e di bilancio, non faccio una valutazione del CTE perché non è oggetto della delibera nella sua complessità, anche se ci sarebbero tante cose da dire. Penso sia sbagliato un punto – dice Andreolli rivolgendosi al sindaco Biancani -: come si possono acquistare dei beni e dei servizi garantiti con la spesa corrente? È una gestione sbagliata perché si fanno degli acquisti che dopo è necessario mantenere con la spesa corrente a cui, come spesso detto anche dallo stesso sindaco, facciamo fronte con fatica. Abbiamo acquistato qualcosa senza aver realizzato alla base alcun progetto. Mi sembra un piano acquisti complessivo che mette in luce gli errori fatti in passato e pone delle forti criticità sulla spesa corrente».

Drago: «Grazie al programma di Pesaro 2024 ho potuto vedere spettacoli di qualità altissima – come The Life di Marina Abramovich e Kagami di Ryuchi Sakamoto – che avevano un nuovo linguaggio; progetti artistici che sarebbero stati impossibili con i precedenti. L’arte deve parlare il linguaggio della contemporaneità». Sul gaming, «è un contenitore, il contenuto dobbiamo metterlo noi. È un’enorme opportunità educativa».

Il sindaco Andrea Biancani: «Dopo diversi mesi da sindaco posso dire che la città, grazie a questo progetto, ci ha solo che guadagnato, dialogando con due università (Ancona e Urbino) del territorio, con le imprese, le start-up, e i giovani. Devo dire che il risultato di Pesaro 2024 è stato riconosciuto da tutti, soprattutto dai turisti. La Biosfera è diventata un’opera che identifica la città, esattamente come la Palla di Pomodoro, e l’idea di averla messa al centro della piazza, con un palco, è stata lungimirante». Poi il sindaco chiarisce: «Ho già mandato una lettera alla Soprintendenza per far sì che la Biosfera possa rimanere in piazza, continuando a tenerci anche un palco attorno, perché riteniamo sia un luogo centrale per la cultura. Uno schermo dove promuoviamo il territorio o le sponsorizzazioni lo abbiamo già, ed è nella facciata principale (a sinistra) del palazzo del Comune. La nostra Biosfera è una scultura digitale, un oggetto di design e una forma d’arte contemporanea, non un semplice schermo; fa a tutti gli effetti parte delle opere d’arte della città. Nel contratto collegato alla delibera in oggetto si prevedono, oltre alla manutenzione, anche altri due contenuti che verranno proiettati. Come organizziamo una mostra pittorica, di scultura o fotografia, ci premuriamo di investire delle risorse per il mantenimento e potenziamento della Biosfera». Poi il sindaco fa un cenno sul progetto di digitalizzazione dei Mosaici del Duomo, finanziati per 180mila euro dalla CTE: «Un progetto che sarà in grado di ricostruire la loro storia cronologica attraverso immagini e video da realizzarsi grazie alle nuove tecnologie e alla digitalizzazione 3D e HD, data proprio dalla Casa delle Tecnologie emergenti senza la quale non ci sarebbe stato alcun tipo di progetto simile – ha continuato Biancani -. In un primo quadro operativo, l’intervento (delineato da Soprintendenza delle Marche, Università Politecnica delle Marche e Università di Urbino) potrebbe basarsi sull’acquisizione del perfetto gemello digitale dei mosaici che verrà elaborato utilizzando tecniche 3D avanzate, laser, scanning e fotogrammetria. La mia speranza – conclude Biancani – è anche quella di poter rendere maggiormente visibili i mosaici del V secolo d.C (quelli inferiori), considerata la loro preziosità. Nonostante le problematiche sottolineate, relative allo spostamento del bene per la sua decontestualizzazione e futura conservazione, già emerse più volte, rimane comunque da parte mia un sogno che non abbandono, ma al momento continuiamo a valorizzare al meglio quello che possiamo mostrare subito alla città».

L’assessora Frenquellucci: «Ringrazio il sindaco per il suo intervento. La CTE fa parte di un bando vinto, i cui fondi devono essere spesi e direzionati in tutto ciò che è innovazione e digitale. La CTE ha coinvolto 72 imprese del territorio, creando sviluppo economico. Poi le scuole, oltre 500 studenti, e le università. CTE è futuro e ci ha consentito di rimanere al passo con i tempi».

Mattioli: «La nostra visione è la tecnologia. Andiamo a manutenere un bene, un’opera d’arte scelta dall’Amministrazione in occasione di Pesaro 2024. Le critiche sono strumentali».

Marchionni: «Mi chiedo in quale dei tre pilastri della CTE citati, rientrassero i chirurghi». Si è domandata ancora, «Se tra i software ne è previsto uno che consenta di aprire le Pec del 2016, in cui sono contenuti i documenti che ho richiesto e che i tecnici non sono riusciti ad aprire». Infine: «È un insulto andare a spendere tutti quei soldi; li avrei usati per riportare a casa la cimasa del Bellini».

La seconda delibera passata al voto del Consiglio (con 17 voti favorevoli; 10 i contrari) è stata quella sulla “Variazione al Bilancio di previsione finanziario 2025-2027 – Applicazione quote vincolate dell’avanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre 2024). Nel presentarla, l’assessore Riccardo Pozzi ha detto: «La variazione non stanzia nuove risorse proprie dell’ente ma è comunque importante per 2 ragioni. La prima, è legata alla scelta politica di volerla portare oggi in Consiglio, anticipando di un mese le richieste di inserimento a bilancio di contributi, finanziamenti e di fondi dell’avanzo vincolato. Ciò ci permette di dare la giusta attenzione, la giusta continuità e forza alla nostra azione amministrativa rivolta soprattutto ai soggetti più fragili e vulnerabili». Pozzi spiega la seconda motivazione, «Porta in Bilancio quasi 4milioni di euro complessivi; risorse che non arrivano a caso ma grazie alla capacità dell’Amministrazione di partecipare ed attingere a bandi e di candidarvi progettualità di diverso tipo, mantenendo un’attenzione preponderante alle politiche di welfare e sociali». L’assessore ripercorre i dati generali del bilancio dedicati al welfare della città: «Nel 2015 erano 10,9milioni le risorse destinate alle politiche per il contrasto alla povertà e per i più fragili; nel 2024 sono arrivate a 14,8milioni. Segno che l’Amministrazione ha aumentato del quasi 50% i fondi per le azioni di contrasto alla povertà, per le politiche per i TIS, per gli interventi rivolti alle situazioni di povertà estrema». Pozzi sottolinea inoltre le importanti progettualità – portate avanti dall’assessora Murgia – legate alle politiche giovanili e di contrasto al disagio nelle ragazze e nei ragazzi. Sono state poste risorse aggiuntive su asset su cui l’Amministrazione pone grande attenzione».

Cioppi: «Ottimo il lavoro di squadra fatto per raggiungere risultati importanti per la città. Vanno evitati atteggiamenti polemici volti a strumentalizzare un tema come questo. Siamo chiamati a votare una variazione legata, in parte, a quote vincolate da un avanzo di amministrazione presunto alla fine del 2024 sulle quali per la loro natura non esiste obiezione da eccepire».

Redaelli: «Il voto è contrario alla variazione; non ci riconosciamo in questo bilancio legato al programma di mandato dell’Amministrazione. Riscontriamo cifre importanti, che vengono intercettate grazie ai bandi messi a disposizione da Governo e Regione, cioè dagli stessi enti che la maggioranza attacca».

Rocchi: «Auspicavamo uno spirito collaborativo fra le parti, ma è evidente che non ci sarà. La variazione prevede di inserire a bilancio stanziamenti già preposti e legati in particolare alle politiche sociali, giovanili ed educative». Rocchi cita in particolare, «I 15mila euro per gli eventi nei borghi e quartieri, valorizzeranno il territorio come faranno anche i 110mila euro di trasferimenti ministeriali per i territori colpiti dall’alluvione del maggio 2023 destinati a interventi per la riduzione del rischio idrogeologico. Saranno usati per la straordinaria manutenzione della Strada del Mare di Fiorenzuola». La consigliera evidenzia «l’attenzione ai fragili e ai bisognosi sottolineata dai trasferimenti per le attività rivolte a persone con disabilità sensoriali, povertà estrema, assistenza domiciliare. La variazione mantiene l’equilibrio di bilancio dimostrando la virtuosità della nostra amministrazione».

Marinucci: «Ci aspettavamo che venissero accettate anche le proposte del collega Redaelli, a volte bisogna saper cambiare posizione».

L’assessore Pozzi ha aggiunto che «l’esigenza di investire ulteriori 4milioni nelle politiche sociali rispetto al 2015 e l’attenzione messa in questa variazione al welfare sottendono le difficoltà che il Paese, la Regione e purtroppo anche questa città, toccano».

Mattioli sottolinea: «Riconosco che in questa variazione c’è un bel lavoro sul tema del sociale».

Marchionni: «Basta con la solfa dei 3,7milioni di tagli; è una bugia. Facciamo un refresh delle informazioni e proviamo a dirci la verità almeno qui dentro. Diciamo di non avere soldi da mettere sul resto e poi li abbiamo per pagare le lucine della sfera».

È passata all’unanimità l’“Acquisizione a titolo gratuito di aree esterne al perimetro della concessione convenzionata 0.144 del comparto edificatorio a Trebbiantico (strada del Ghetto), correlate alle opere di urbanizzazione (standard urbanistici)”. L’assessore Andrea Nobili ha illustrato la delibera: «Si tratta dell’acquisizione gratuita di 270mq di aree esterne a quelle inserite nella Concessione Convenzionata che ha permesso la realizzazione di un percorso pedonale che collega il centro di Trebbiantico con l’area interessata dalla concessione, per la quale erano previste questa ed altre opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria».

«Cosa sarà previsto nelle aree?». La domanda del consigliere Dallasta. Nobili: «Sono opere giù realizzati camminamenti e marciapiedi».

Redaelli: «Intervento positivo che risolve una situazione in essere. Chiediamo all’Amministrazione di fare una ricognizione più ampia rispetto a questi casi. La possibilità di cedere piccoli frustoli al Comune risolverebbe molte problematiche sia per i cittadini ma anche per l’Amministrazione spesso interessata dai passaggi di servizi nelle aree».

Infine ancora Nobili: «Raccolgo l’invito di Redaelli, un’attenzione maggiore la possiamo dare».

Passa anche l’ultima delibera (con 18 favorevoli; 10 i consiglieri contrari), quella dell’“Approvazione della variante al Prg relativa all’area dell’ex scuola ‘A. Manzi’ in via Lamarmora 18, mediante piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”. Prima della presentazione la consigliera Marchionni ha chiesto la discussione contestuale della mozione con carattere d’urgenza protocollata ieri a firma di Corsini, Redaelli e Andreolli. La richiesta è stata respinta, così l’assessore Nobili ha illustrato la delibera: «Si tratta del terzo passaggio in Consiglio – ha sottolineato –. L’unica cosa che si modifica con il documento sono le destinazioni, inerenti alla valorizzazione. Con questa delibera flessibilizziamo e diamo maggiori opportunità di utilizzo a quell’immobile che potrà ospitare residenze, attività commerciali e terziario. Rimangono confermate le capacità esistenti, con la possibilità di aumentare di un piano, riducendo gli spazi a terra».

Redaelli: «Contrari a questa operazione, senza visione né strategia verso quello che era il campus scolastico di Pantano. Non ci sono certezza sullo stato attuale, tantomeno sul futuro dei due edifici di cui stiamo parando, che hanno un destino legato. Il sindaco non ha dato risposte esaustive».

Marchionni: «Questa sta diventando una soap opera. Oggi ci troviamo con due edifici scolastici legati, ma per sistemare l’Olivieri non è sufficiente quello che ricaviamo dall’ex Manzi. In questo momento nessuno ci dà spiegazioni di quale sarà il futuro di quell’area». «La confusione che ho è quella della città intera». Serve una ricostruzione sincera e veritiera». E, «Il consiglio di quartiere ha sollecitato una documentazione che non è arrivata».

Gambini: «Ineccepibile quello che chiede l’opposizione, che vorrebbe vedere il quadro complessivo del progetto. Ho fiducia totale nel sindaco».

Andreolli: «Sono convinto che ognuno agisca con buonsenso, ma non ho capito dove si vuole andare a parare con questa operazione».

Marinucci: «Quando andavo a scuola alle elementari, l’ultimo anno, Pesaro aveva 90mila abitanti. Dopo 45 anni, Pesaro ne ha 5mila in più. Le case erano infinitamente di meno, sia in città che in periferia. Un giorno lei – rivolgendosi al sindaco – ha parlato di un certo mister X, io personalmente non ne conosco nessuno ma immagino che in quella posizione verranno fatti degli appartamenti. Per questo, chiedo all’amministrazione di non dare continui e ulteriori permessi edificatori, noi qui siamo solo di passaggio».

Fabbri: «Come Avs non siamo felici delle alienazioni tantomeno di vedere sorgere costruzioni, ma capiamo la necessità impellente della scuola Olivieri».

L’assessore Nobili fa chiarezza: «Non è stato venduto nulla, nel momento in cui un bene pubblico viene messo in vendita c’è un’asta pubblica. Il sindaco ha sempre detto che sta cercando di fare di tutto per ottenere più risorse da investire. Nella delibera c’è scritto che il valore è ipotizzato sulla base della delibera attuale, nel momento in cui sarà messa in vendita sarà fatta la stima oggettiva del valore dell’immobile».

Bartolomei: «Queste alienazioni delle scuole tolgono alla cittadinanza non solo valore economico ma anche sociale e umano. La scuola è luogo di incontro e socialità, togliere questi spazi alla lunga non ci darà vantaggi».

Pagnoni Di Dario: «In questi ultimi mesi il Comune ha investito molto sulle scuole. Tanto che le strutture nuove sono più d’una». Sulla mozione: «Ricordo che è un terzo passaggio, abbiamo discusso la delibera 3 volte in assise e 3 volte in Commissione. L’unica differenza rispetto al secondo passaggio in aula è il parere favorevole della Provincia sulla delibera. Inoltre, le questioni espresse sono tutte riportate nel documento. Il dibattito è quindi saturo».

MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO

Ad aprire la parte dedicata, è stata la mozione con carattere d’urgenza (respinta con 15 voti contrari; 9 i favorevoli; 3 gli astenuti) presentata dai consiglieri Corsini, Redaelli, Andreolli e Marchionni. La consigliera ha motivato l’urgenza, «dettata dalla votazione appena fatta, ne è strettamente correlata. Chiediamo con urgenza la possibilità di discutere il documento». Nel presentare la mozione la consigliera ha sottolineato «il danno di vendita, ritenuta diseconomica» e ha poi chiesto di «coinvolgere nuovamente il Consiglio comunale per l’approvazione del valore di alienazione della “Ex scuola A. Manzi in via Lamarmora 18”, prima di procedere alla procedura di alienazione dell’immobile al fine di verificare che il valore dell’alienazione sia congruo e la vendita ritenuta valida».

Il sindaco Biancani: «Quello che abbiamo fatto fino ad adesso è prevedere la possibilità di alienare l’edificio della ex scuola Manzi, che è stata inserita anche all’interno del Piano delle alienazioni e che attualmente viene da perizie che la dichiarano inagibile. Nell’assemblea Anci è stato anche richiesto dai sindaci di tutta Italia, che il governo finanzi bandi per l’edilizia scolastica, ora non previsti per almeno i prossimi 3 anni. Questo pone un tema: la volontà di questa amministrazione è di spostare i ragazzi dell’Olivieri (a settembre). Con l’assessore Pozzi e l’assessora Murgia stiamo facendo una serie di valutazioni che diremo a tempo debito, con soluzioni sostenibili già dall’avvio del prossimo anno scolastico. Le risorse per una nuova scuola, purtroppo, non ci sono. Il sindaco e la giunta hanno un compito e il Consiglio ne ha un altro, di certo non fa le stime e non è pensabile che il Consiglio approvi il valore di alienazione di un immobile; l’assise non ha questo ruolo ma voglio ribadire che l’amministrazione tutta sta cercando di individuare nuove ipotesi e soluzioni, nell’ottica di non improvvisare e di fare spese ottimali».

Marchionni ha ripreso: «Ci siamo già passati nella storia, come per l’alienazione dell’ex bocciodromo da cui è stato evidentemente realizzato un profitto molto superiore rispetto al valore di acquisto. L’obiettivo è ottenere il massimo possibile affinché l’Amministrazione possa usare risorse per la collettività».

Redaelli: «Nel primo passaggio della delibera sottolineai la necessità di discutere del contesto dell’operazione. Avevamo ragione, proprio perché sapevamo le prerogative del Consiglio e che quello era il momento giusto per approfondire».

Si è proseguito con la discussione sulla mozione di indirizzo per l’“Intitolazione di un luogo pubblico significativo di Pesaro alla Medaglia d’oro al merito civile Norma Cossetto” presentata dal consigliere Daniele Malandrino per «Riconoscere la levatura di una martire Medaglia d’oro al valor civile, anche nella nostra città legata indissolubilmente alla terre d’oltremare, italiane fino al 1945, da cui sono venuti tantissimi profughi che vollero rimanere italiani» ha detto presentando il documento che ha ottenuto 13 voti contrari; 9 i favorevoli. Il consigliere ha poi proseguito: «Norma Cossetto era una ragazza di 23anni a un passo dalla laurea in lettere e filosofia. Non aveva incarichi politici, non aveva colpe, ma la sua vita fu stroncata in maniera barbara e disumana da chi voleva la de-italianizzazione e la pulizia etnica di quelle terre». La mozione chiede al sindaco e alla giunta di individuare “un luogo pubblico significativo […] da intitolare a Norma Cossetto”.

Tomassoli: «Da quando è stata concessa l’onorificenza a Cossetto, il contesto democratico europeo è fortemente mutato». La consigliera ha invitato a «fare massima attenzione affinché la storia non venga utilizzata ma riconosciuta per quanto realmente è stata». Poi ha detto che «Le forme estreme di nazionalismo sono il carburante che alimenta tutte le guerre. Purtroppo, la commemorazione di Cossetto ha assunto negli ultimi anni, e non in rare occasioni, una connotazione estremista di rivalutazione nostalgica di fascismo e nazismo». Sì convinto dalla consigliera, invece, a una «lapide che guardi il mare Adriatico e che possa ricordare tutto l’universo femminile violato nella parte più intima, prima di trovare la morte dentro le foibe o nei campi di concentramento».

Bartolomei: «Giusto ricordare ciò che è accaduto perché non riaccada mai più. Qui non si tratta di buoni o cattivi ma di riportare alla memoria quanto successo 80 anni fa quando tragiche dittature privarono delle libertà le persone e le donne in particolare. Cossetto è l’esempio di ciò che successe in quelle terre».

Marchionni: «Il Giorno del Ricordo ha riconnesso alla storia italiana un capitolo a lungo rimosso. La memoria storica è un atto fondamentale per la vita di ogni Stato. Ogni perdita, sacrificio, ingiustizia devono essere ricordate. Apprezziamo gli sforzi fatti dagli storici per riavvicinarci a una memoria condivisa ma ove questo non fosse facilmente perseguibile dobbiamo fare gesti di attenzione, dialogo e rispetto». «Per non dimenticare, né per rivendicare ma per trarre spunta per un cammino comune».

Drago: «Le azioni disumane segnano le guerre di ogni schieramento». «Perché solo per Norma Cossetto si propone una targa e perché non per le donne che insieme a lei sono state violentate e poi infoibate ancora vive?». Drago si è detta «indignata per la sorte analoga di tante donne che non avevano la tessera fascista e che potrebbero rimanere nell’anonimato per questo».

Boresta ha sottolineato il legame tra la vicenda e la città: «Il volto dolce e gentile di Norma Cossetto è divenuto simbolo di migliaia di martiri senza croce, di vite spezzate, dolori mai sopiti. Questa è una vicenda storica che sta a cuore a Fratelli d’Italia perché ha distrutto un tessuto forgiato nei secoli nella nostra cultura, arte e lingua. Lasciare questo segno nella città di Pesaro significherebbe riappropriarci di parte di un’identità che ci è stata strappata». «Chi voterà contro la mozione non sarà degno di tutti i pesaresi che all’epoca dei fatti offrirono un abbraccio agli esuli giuliano-dalmati che si trovavano nella nostra città».

Marinucci ha evidenzia il contesto: «Quando Cristicchi, pochi anni fa, presentò la sua canzone Binario 18, doveva girare scortato. Questa è democrazia di una certa parte politica». E ancora, «Non si possono titolare le strade a caso».

L’assessora Camilla Murgia: «Mozione che mette a fuoco il dibattito sulla questione foibe, infoibate, esuli, che la nostra città conosce bene». «Dissento su alcune opinioni emerse legate al fatto che la città non valorizzi e ripercorra la storia». Murgia ha spiegato che «Pesaro ha scelto di farlo seguendo la strada del coinvolgimento degli studenti che onorano il Giorno del Ricordo e della Memoria con un approfondimento reale, di pensiero critico». Poi, su Norma Cossetto «abbiamo già un luogo per celebrarle, che è stato scelto insieme all’opposizione (e mi sento di ricordare Roberto Biagiotti, tra i primi a volerlo) tra quelli che guardassero al mare, e ai profughi che da lì arrivavano portando con sé la storia di Norma e delle tante altre donne che persero la vita in quei mesi e portando il ricordo di tutte le persone vittime della guerra». L’assessora ha detto che «Per ricordare le donne che hanno subito violenza abbiamo l’esempio di Virginia Del Mazzo, prima vittima di femminicidio nella nostra città», e che, «Se dovessimo trovare la vittima precisa di ogni guerra avremmo la città tempestata da monumenti». Murgia ha concluso dicendo: «Mi piacerebbe che il Comune avesse un albero di ulivo (o di altra specie) per Roberto (Biagiotti, ndr), una presenza costante che ci accompagna nelle giornate, a Trebbiantico in particolare».

Comune di Pesaro

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