Un poliziotto della Questura di Pesaro e Urbino, in servizio in Prefettura, salva una donna aspirante suicida grazie ad una videochiamata ricevuta dalla stessa

Sabato mattina, verso le otto e mezza, una donna di 40 anni circa si è messa casualmente in contatto telefonico (tramite videochiamata) con un poliziotto della Polizia di Pesaro e Urbino, forse conoscente dell’ex marito, gridandogli di volersi suicidare. L’uomo si è subito accorto che la poveretta si trovava vicino ai binari della ferrovia e ha visto che aveva una birra in mano. Constatato ciò, l’uomo ha cercato di intrattenerla e dalla Prefettura, dove era in servizio, ha subito attraversato Piazza del Popolo e si è recato in Questura per fare presente il caso. Una volta arrivato, ha attirato l’attenzione dei colleghi che erano nella Sala Operativa, spiegando loro cosa stava succedendo. Poi si è recato nella Sala Unità di Crisi, continuando ad intrattenere la sventurata al telefono. Nel frattempo, i colleghi hanno avvertito i Carabinieri del Comando della Stazione di Fano, più vicina al punto dove era stata localizzata l’aspirante suicida, ed hanno anche avuto la possibilità di avvertire il personale ferroviario in transito per fare fermare i treni in transito. Intanto il poliziotto ha continuato a parlare al telefono cercando di capire anche come era vestita la donna per permettere ai colleghi di identificarla. Così facendo, ha notato che la stessa, mentre piangeva, si asciugava le lacrime con la mano destra, ma non aveva l’orologio al polso, quindi lo poteva indossare nel polso opposto. A questo punto, l’uomo le chiedeva se sapeva che ora fosse, in modo che lei guardasse l’orologio e inquadrasse così un paio di pantofole gialle, un pigiama azzurrino, un maglione ed una sciarpa bianca e nera. Grazie a questa accortezza, i Carabinieri intervenuti sul posto sono stati in grado di identificare la donna e di trarla in salvo.

Il merito di ciò va in primis a chi ha messo in moto la macchina dei soccorsi, dando la possibilità di fermare il transito dei treni e di fare entrare in azione i militari di Fano.

Rosalba Angiuli

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