| Biancani e Pozzi: «Un ritorno che celebra una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato che ci consente oggi di avere il simbolo della città e che auspichiamo possa ripetersi per nuove iniziative» |
| Si è svolta stamattina la scopertura dell’insegna che ricorda la fusione in bronzo dell’opera di Pomodoro, avvenuta, nel 1998, grazie al contributo di alcuni imprenditori pesaresi, del Comune, della Provincia e del S.E.R.C.. È stata ricollocata nello stesso luogo in cui era stata apposta, nel 1998, la targa che celebra il contributo offerto dagli industriali pesaresi per la fusione in bronzo della ‘Sfera Grande’ di Arnaldo Pomodoro (1966). «Abbiamo sposato da subito l’idea di Confindustria – ha detto il sindaco Andrea Biancani – di ripristinare la targa; questo perché quanto realizzato nel 1998 era un grande progetto che verteva sulla collaborazione tra pubblico e privato per realizzare la “nuova” ‘Sfera Grande’, tra le opere d’arte più importanti che abbiamo a livello cittadino e regionale. La “Palla”, conosciuta in tutto il mondo, è un simbolo della città anche grazie all’iniziativa delle aziende pesaresi che ne permisero la fusione in bronzo». Poi l’appello agli imprenditori «che invito a rapportarsi con l’Amministrazione per riuscire a pensare ad altri progetti all’interno della città in cui riproporre questa collaborazione preziosa tra aziende e amministrazione». E il plauso alle aziende del territorio: «La nostra economia – ha aggiunto il sindaco – sta implementando il settore turistico ma il valore del comparto manifatturiero era e rimane fondamentale, dobbiamo continuare a sostenerlo ciascuno per quanto di propria competenza». Riccardo Pozzi, assessore al Patrimonio e al Bilancio: «Da un paio d’anni mancava questa targa che ricordava la fusione in bronzo della ‘Sfera Grande’ avvenuta nel 1998 grazie a una bella sinergia tra le più importanti aziende del territorio, il Comune di Pesaro, la Provincia e il S.E.R.C.. Un risultato frutto della capacità di visione degli imprenditori di allora che si erano resi disponibili a questo intervento dedicato a quello che è diventato il simbolo di Pesaro e che è stato anche motore del progetto di dossier “Dalle sculture nella città all’arte delle comunità” che ha contribuito al titolo di Capitale italiana della cultura 2024». E ancora, «avere la lungimiranza e la capacità che ebbero gli industriali dell’epoca e che hanno quelli attuali, sono capacità preziose per l’intero territorio che speriamo possano portare a nuove importanti collaborazioni come quella di oggi che concludiamo grazie all’impegno di Confindustria Pesaro e Urbino». Riposta dopo quasi 2 anni da quando era stata divelta, la targa di 30x30cm, si trova nel lato “nord” della fontana di piazzale della Libertà ed è stata realizzata grazie al contributo delle aziende del territorio aderenti a Confindustria Pesaro Urbino. «La ‘Sfera grande’ di Arnaldo Pomodoro è un simbolo della nostra città e del valore che arte, impresa e territorio possono creare insieme. La ricollocazione di questa targa rappresenta un tributo a quelle aziende e a quelle istituzioni che hanno reso possibile la fusione dell’opera in bronzo. Celebrare questo momento significa ribadire con forza il valore della collaborazione tra pubblico e privato e il ruolo imprescindibile della cultura quale motore di crescita per lo sviluppo e il progresso di un territorio» ha sottolineato Alessandra Baronciani, presidente Confindustria Pesaro e Urbino, prima di lasciare la parola a Catervo Cangiotti che ha ripercorso alcuni aneddoti legati a Pomodoro e alla città, ad Anna Maria Mattioli, consigliera della Provincia di Pesaro e Urbino e ad Anna Maria Ravaglia, del S.E.R.C. – Comitato cittadino studio e recupero della città. A essere riportate nel cartello di 30x30centrimetri sono infatti le stesseaziendeche, all’epoca, reperirono le risorse per l’operazione che diede nuova vita, e aspetto alla “Palla”, una delle opere più significative del patrimonio pesarese oggi simbolo della città: Belligotti, Mobili Berloni, Gruppo Bertozzini, Biesse Group, Ottavio Cascino, Febal, Fiam Italia, Costruzioni Montagna, Mulazzani Italino, Pica, Scavolini. Un’operazione che venne sostenuta anche da Banca Popolare dell’Adriatico, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Provincia di Pesaro e Urbino come ricorda l’insegna che cita anche il “S.E.R.C. Comitato cittadino studio e recupero della città”. Comune di Pesaro |

