
Il vicesindaco Andreoni eletto coordinatore. Al centro, le sfide per turismo esperienziale e sostenibilità dei luoghi
Cartoceto si riconferma punto di riferimento delle Marche per il settore oleoturistico e olivicolo. Matteo Andreoni, Vicesindaco con delega al Turismo, è stato infatti eletto all’unanimità coordinatore regionale dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, realtà che a livello nazionale conta 502 soci, tra cui 16 Comuni marchigiani. Un riconoscimentoprezioso per la forte identità che il territorio della Dop Cartoceto, unica olearia regionale, esprime nel panorama da vent’anni e per l’impegno profuso per lo sviluppo di ciò che in generale l’olivicoltura e la produzione di olio evo di qualità possonorappresentare per il territorio marchigiano.
Evidentemente soddisfatto Andreoni: «Ringrazio i colleghi amministratori per la fiducia e la coordinatrice uscente Debora Conti per la passione costantemente dimostrata durante il suo percorso. Sento la responsabilità di stimolare un lavoro di rete tra le città dell’olio marchigiane, per valorizzare l’olio extravergine di oliva di qualità e il patrimonio olivicolo, puntando fortemente sull’oleoturismo».
Andreoni, inoltre, ha sottolineato il ruolo importante che le Marche devono giocare nello scenario di riferimento, ricordando la legge sull’oleoturismo approvata dalla Regione Marche: «La legge sull’oleoturismo, per cui l’Associazione Città dell’Olio e il Consorzio Dop Cartoceto hanno fornito il proprio contributo, rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo del turismo legato all’olio – ha dichiarato Andreoni – L’olio non è solo un prodotto, ma un elemento strategico su cui insistere per rafforzare le opportunità di crescita del territorio regionale. È grazie a strumenti come questo che possiamo valorizzare le nostre aree ad alta vocazione olivicola, promuovendo attività di degustazione e abbinamento con operatori qualificati, pensate per coinvolgere il visitatore in un’esperienza unica. La creazione dell’Albo degli olivi secolari e i corsi di formazione per gli operatori sono esempi concreti di come la normativa guardi sia alla tutela del patrimonio che alla crescita professionale del settore».
Emanuela Sabbatini
Ufficio Stampa
