Convocata la Conferenza dei Sindaci sulla sanità, il sindaco Biancani ringrazia il direttore Carelli «per il riscontro dato alla mia richiesta di riunire l’organo» e sollecita «la presentazione della bozza dell’Atto aziendale dell’Ast durante la riunione del 1° ottobre: «I sindaci devono avere subito le informazioni per poter dare un contributo al documento che traccerà il futuro della sanità del territorio»

È convocata per il 1° ottobre, a Muraglia, la prima Conferenza dei Sindaci dell’Ast; il sindaco Andrea Biancani ringrazia «il direttore generale dell’Ast Alberto Carelli, per aver dato risposta alla richiesta che ho inviato il 9 settembre alla sua segreteria sollecitando la direzione per far riunire al più presto l’organo di rappresentanza. Un’esigenza che avevo raccolto anche da molti sindaci della costa e dell’entroterra che mi avevano contattato».

Il sindaco Biancani continua: «Mi auguro che – oltre alla nomina del presidente della Conferenza, prevista dall’ordine del giorno – l’appuntamento possa essere un’occasione di confronto concreta e che, soprattutto, i vertici dell’azienda illustrino almeno la bozza, le indicazioni quadro, del nuovo Atto aziendale dell’Azienda sanitaria territoriale; solo così gli amministratori locali potranno iniziare le analisi e le valutazioni necessarie per apportare un contributo alla stesura del documento che traccerà il futuro della sanità del territorio».

Il sindaco ricorda che, «A quattro anni dal nuovo governo regionale, è evidente come la sanità ospedaliera e quella territoriale sia in grande difficoltà e completamente sulle spalle degli operatori che fanno fatica a garantire servizi essenziali ai cittadini», per questo «Servono trasparenza e risposte immediate sull’Atto aziendale dell’Ast». Nella lettera inviata il 9 settembre a Carelli, Biancani riportava come, da tempo si assista “a una continua fuga di medici da ogni struttura del territorio. I bandi per le nuove assunzioni vanno spesso deserti, in particolare, purtroppo, nel settore dell’emergenza e urgenza. In alcuni reparti è sempre più acuta anche la mancanza di personale infermieristico e OSS. Situazione che crea disagi ai pazienti e costringe il personale in servizio a lavorare in condizione di notevole stress”. E ancora, “La Regione ha scelto di ricorrere a medici gettonisti con un elevato costo per la sanità pubblica; i quali non sono tenuti, neppure ad avere gli stessi titoli del personale assunto, e percepiscono compensi spesso più alti, creando una disparità di trattamento”.

Biancani nella missiva, sottolineava “la necessità del coinvolgimento dei sindaci, attraverso la Conferenza, nella stesura dell’Atto aziendale. Un documento che dovrà contenere indicazioni chiare sui reparti e i servizi attivi in ogni struttura del territorio e la relativa dotazione di posti letto, personale e attrezzature. Da troppo, persiste incertezza sui servizi che saranno offerti e i reparti che saranno attivati nelle strutture del territorio, quali Fossombrone, Cagli, Sassocorvaro e Macerata Feltria, e negli ospedali di Pesaro, Fano, Urbino e Pergola”. Con la lettera, si richiedeva

“di fornire ai sindaci un doveroso aggiornamento sui lavori finanziati dal PNRR”, sia riguardanti le strutture esistenti, sia quelle da costruire” per poi tornare sulla “strutturale carenza di servizi di Guardia medica e Potes nel territorio. Una situazione che si aggrava nel periodo estivo nelle località turistiche, vanificando anche gli sforzi che i territori fanno per attrarre visitatori. L’intrecciarsi di tutte queste problematiche, si ripercuote sulla mobilità passiva. Quest’anno sono stati riscontrati enormi disservizi nelle liste d’attesa: prenotazioni a mesi di distanza, prestazioni offerte fuori provincia e addirittura la chiusura temporanea delle liste”.

Biancani ricorda infine le urgenze del territorio pesarese: «Va affrontato il tema dei reparti del nuovo ospedale, compreso il mantenimento delle alte specializzazioni; va trovato subito un accordo sullo spostamento dei servizi dedicati alla salute mentale, ora a Muraglia; c’è poi il tema della palazzina di emergenza al Pronto soccorso, costruita da oltre un anno con soldi pubblici e mai aperta».

Comune di Pesaro

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