Il pesarese Bendino Magi attendente di Giovanni Guareschi, autore di “Don Camillo”

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“Non disperdiamo le memorie. Costruiamo insieme un archivio condiviso di storie, emozioni, persone, famiglie e luoghi da conservare nel tempo. Tramandiamo alle future generazioni il valore di persone coraggiose che hanno fatto la storia della nostra Italia”

Col. Francesco Angelini

Presidente della Federazione Provinciale del Nastro Azzurro di Pesaro e Urbino

Ogni frammento è un valore da salvare e tramandare. Fare memoria è innanzitutto prestare attenzione alle persone e alle loro storie, alle loro vite. Effetto nostalgia per non dimenticare: nelle nostre case giacciono silenti tesori nascosti in soffitte impolverate, in armadi e cassetti chiusi. Lettere dalle parole sbiadite, fotografie ingiallite dal tempo, documenti avvolti dall’odore di muffa. L’Istituto del Nastro Azzurro (Federazione di Pesaro e Urbino) si è fatto carico negli anni di catalogare filologicamente il materiale arrivato in redazione proveniente dagli archivi famigliari. Anche l’autore dell’articolo ha contribuito nel “fare memoria” ricordando il babbo Magi Bendino, attendente di Giovanni Guareschi, autore di “Don Camillo”.

“[…]Nell’aprile del 1935 – racconta Magi Bendino – fui chiamato alle armi e destinato al VI Reggimento Artiglieria Corpo d’Armata di stanza a Modena e fui assegnato come attendente ad un giovane ufficiale che si chiamava Giovanni Guareschi. Sono stato con lui per più di un anno. […] Tutto finì nell’agosto del 1936 quando Bedino Magi terminò il suo servizio di leva. Ancora oggi ricorda con commozione: “Guareschi mi baciò e mi disse: fai il servizio civile come hai fatto quello militare e ti troverai sempre bene”. Non andò proprio così perché all’ex attendente di Guareschi, invece del servizio civile, toccò poi di andare a combattere in Jugoslavia e di rimanere ferito e invalido di guerra.[…]”

MASSIMO MAGI

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