San Sebastiano “ritornato”

La preziosa opera di Giovanni Santi ritorna a Cagli 

25 febbraio ore 16,30 

Chiesa San Domenico

La preziosa opera di Giovanni Santi ritorna nella chiesa di San Domenico e sarà presentata al pubblico domenica 25 febbraio alle ore 16,30. L’incontro sarà a cura del professor Marco Droghini, con “Cenni sulla tecnica dell’affresco” a cura di Ettore Gambioli. 

L’evento rientra nel progetto dell’amministrazione comunale Rigenerazione Urbana – Rigenerazione Umana, costruito dalle numerose associazioni del territorio insieme al sindaco Alberto Alessandri e all’assessore alla Cultura Benilde Marini, che prevede numerose iniziative atte a incentivare l’amore e la cura per la propria città.

«Per quanto riguarda il San Sebastiano», racconta il professor Droghini «l’opera faceva parte di un affresco più ampio (Martirio di San Sebastiano), in cui il santo era pressoché di certo sviluppato a figura intera (verosimilmente singola), legato a un albero, con il braccio sinistro (di cui rimane un lacerto) alzato sopra la testa, sulla falsariga di tanti esempi dell’epoca rintracciabili in pittura, scultura e grafica. Come è stato possibile apprendere dalle fonti locali l’affresco fu staccato e acquisito dal noto architetto cagliese, vissuto nella prima metà dell’Ottocento, Michelangelo Boni, il quale nella propria abitazione “con gelosa custodia il guardava, come a sì prezioso oggetto era conveniente” (cfr. A. Maestrini, Alla memoria di Michelangelo Boni, 1858)». 

«Dalla collezione Boni», prosegue Dorghini «l’opera sarebbe poi dovuta passare nella sede della rinomata Accademia di San Luca a Roma, su interessamento del celebre pittore purista Tommaso Minardi. Nello specifico sappiamo di “Michelangelo Boni: il quale nel 1854 pregatone dal chiarissimo Minardi pensò di donarla all’Accademia di S. Luca, nelle cui sale col nome del donatore voleva esporla il Minardi: ma poi restò qui [a Cagli]” (cfr. L. Rossi, Storia di Cagli, ms. XIX sec.). Nell’estate 1854 Minardi fu però colto da apoplessia e, probabilmente, tale impedimento fisico portò all’interruzione delle trattative, facendo rimanere la preziosa ‘reliquia’ a Cagli. Ignoto è il committente dell’opera. Forse di nuovo Pietro Tiranni, oppure qualche altro cittadino cagliese che volle intitolare un affresco al santo protettore contro i morbi». 

E conclude «A questo proposito è opportuno ricordare che, nel 1480, il territorio di Cagli fu interessato da un’epidemia di peste (cfr. A. Gucci, Memorie della città di Cagli, ms. XVII sec.), cui si accese, su spinta del potere civico, l’esecuzione di opere devozionali in onore di San Sebastiano. L’affresco potrebbe dunque precedere gli altri lavori cagliesi del Santi, oppure essere stato realizzato subito dopo il suddetto evento pestilenziale, come scampato pericolo». 

L’ingresso all’evento è gratuito. 

Elimar Stampa

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