Domani a Pesaro i rappresentanti della gente di Petriano, Urbino e di tutto il nostro territorio manifestano pacificamente davanti alla Provincia per chiedere giustizia e rispetto della salute, dell’ambiente, della storia di Riceci. Come mai la politica non è solidale con il loro legittimo appello?
Domani, mercoledì 24 gennaio dalle ore 11.00 in viale Gramsci, davanti alla Provincia, manifestazione per chiedere alle nostre istituzioni di mantenere gli impegni (più volte assunti e pubblicati sulla stampa locale) e chiudere il progetto di una gigantesca discarica a Riceci, paesaggio naturale incontaminato e sito storico legato a Raffaello e al Rinascimento urbinate
Perché proseguire con proroghe, rimpalli di responsabilità, indugi burocratici? È ora di chiudere il progetto, sbagliato fin dalla nascita, della discarica a Riceci. Lo avete riconosciuto più volte anche a mezzo stampa e sapete bene che le normative non consentono che il sito di Riceci possa essere devastato da un impianto del genere. Vi siete impegnati a rispettare i bambini, le famiglie del posto, la loro salute, il loro benessere. Avete riconosciuto che la discarica a Riceci non si può fare e che l’ambiente, la cultura, la memoria necessitano di protezione e non indifferenza istituzionale. Non pensate che sia ora di finirla con questa continua angoscia che colpisce la gente di Petriano-Riceci, di Urbino e della provincia di Pesaro e Urbino?
Ieri la Provincia ha concesso all’azienda una nuova proroga e non era tenuta a farlo. Come mai? Come mai, invece, non ha dato una risposta civile, morale e politica alle giuste richieste delle famiglie del posto? La Provincia ha più volte affermato di essere dalla parte della gente, contro un progetto tanto orrido e nocivo. Perché allora, ha comunicato che non accoglierà i loro rappresentanti nel piazzale, durante la manifestazione pacifica, ma li costringerà a sostare sui marciapiedi di viale Gramsci, con disagio e poca sicurezza. Ci si chiede perché, dopo tante parole di vicinanza verso i bambini, le famiglie di Petriano, Urbino e della nostra provincia, ora si mostrano rifiuto e distanza, invece che solidarietà e prossimità umana, oltre che politica?
Ricordiamo le parole del Presidente Mattarella alla cerimonia di inaugurazione di Pesaro Capitale Italiana della Cultura:
“La cultura è paziente semina, specialmente nelle nuove generazioni. Pesaro si è assunta questo compito, proponendo come tema per il suo anno da capitale: ‘La natura della cultura’.
La natura, il suo equilibrio da ricostituire, la riconciliazione con l’ambiente, gravemente violato e sfruttato, sono anch’essi obiettivi urgenti di civiltà e di pace.
La distruzione di risorse non può essere gabbellata come sviluppo ma va indicata come regressione.
La sostenibilità è un nome della pace. Cultura è conoscenza. Ma anche coscienza”.
Roberto Malini
EveryOne Group

