Sinistra Italiana delle Marche esprime tutta la sua vicinanza alla famiglia di Matteo
Concetti, trovato morto alle 18 del 5 gennaio 2024 nella cella di isolamento nel carcere di
Montacuto dove era stato rinchiuso. Davanti ai genitori e agli operatori, venerdì aveva
minacciato il suicidio se l’avessero condotto in isolamento. Alle 18 è stato trovato morto.
Ieri 6 gennaio nel pomeriggio, la Senatrice Ilaria Cucchi – telefonicamente – e attivisti del
partito di SI sono stati vicini alla famiglia presso la camera mortuaria, perché nel 2024 la
salute e la vita di un detenuto è ancora più di un numero; lo è per noi e dovrebbe esserlo
per la Repubblica italiana.
La Senatrice Ilaria Cucchi – che ringraziamo per il suo impegno umano e politico – ha
dichiarato:
“La morte di Matteo Concetti ci racconta il fallimento del sistema carcerario. La sua è stata
una morte preannunciata, rispetto alla quale nessuno, di coloro che hanno avuto a che
fare con lui nei giorni della sua detenzione, ha avuto il buonsenso di mettere in essere
tutte quelle buone norme per evitarla. Non ho fatto in tempo ad evitare la morte di Matteo,
ma per la sua famiglia ci sono e ci sarò sempre, perché il loro dolore è anche il mio.
Avrei tanto voluto essere accanto ai familiari di Matteo nelle ore difficili all’obitorio;
purtroppo ero lontana e non ho potuto raggiungerli; ma per fortuna sapevo che al loro
fianco c’era una persona dal cuore grande e compagno di battaglie, come Marcello
Pesarini.”
Quanto tristemente avvenuto conferma le nostre continue denunce sul sovraffollamento
degli istituti marchigiani, in particolare ad Ancona e Pesaro; le precarie condizioni di salute
e il continuo disattendere le segnalazioni di patologie; particolarmente quelle psichiatriche,
come quella da cui Matteo, di soli 25 anni, era affetto.
Se il rapporto fra detenuti e personale di Polizia Penitenziaria è di 1,67%, e la carenza di
personale è del 20%, il settore pedagogico soffre di una carenza del 35% sempre sugli
organici previsti; a fronte di un’ampia proposta di attività pedagogiche da parte del
volontariato.
Cifre che parlano dei mancati investimenti nella Giustizia, che dovrebbe rappresentare il
grado di civiltà di un Paese e che sempre più viene, invece, considerata un fastidioso
ingombro di persone, spesso colpevoli di piccoli reati, commessi in situazioni di disagio
sociale.
1Al di là delle considerazioni generali, su cui torneremo, Sinistra Italiana manifesta rabbia,
dolore e vicinanza alla famiglia di Matteo e – dopo avere presentato, per anni, proposte di
legge per detenzioni alternative anche nelle Marche, e denunciato il ritardo
nell’applicazione delle leggi dello Stato, come appunto le REMS da utilizzare in questi casi
– continuerà a battersi, affinché migliorino le condizioni di vita, di detenuti e operatori della
giustizia; e perché, secondo il dettato costituzionale, si tuteli la vita e la dignità dei
carcerati.
Sinistra Italiana Marche

