Legambiente, Macerata bene per Pm10, esempio Pesaro Bicipolitana

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Macerata al terzo posto in Italia per basso livello di polveri sottili (Pm10) e al settimo posto per minore dispersione della rete idrica (sotto il 15%): Pesaro citata con la sua Bicipolitana tra gli esempi di cantieri che contribuiscono a cambiare le città ma anche tra i centri con maggiore disponibilità di strutture per il solare e fotovoltaico installate su strutture pubbliche.

Sono i picchi positivi delle città marchigiane rilevati nella classifica 2023 di Legambiente sull’Ecosistema Urbano.

Marche fuori dalla top 20 delle città più virtuose: il miglior capoluogo è Macerata (27/a; 62,97%), tallonata da Pesaro (28/; 62,95%) e Ancona (35/a; punteggio di 62,12%). Lontana si posiziona Ascoli Piceno (61/a con 55,44% di punteggio).
Per le note positive i capoluoghi marchigiani considerati (Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro) raggiungono una sufficiente qualità dell’aria. Macerata spicca al terzo posto per basso indice Pm10 dietro Lecce e Sassari. Macerata brilla anche per minore spreco di acqua tra la fonte e il rubinetto (sotto il 15%); male gli altri centri marchigiani con Ascoli Piceno, Ancona e Pesaro oltre il 25%. Tra i capoluoghi di Regione, Ancona al 30,8%, migliore della media (37,1%) come per la copertura del servizio di depurazione delle acque reflue urbane (93,8% contro il 93,7%). Il capoluogo di Regione è fondo alla classifica per alberi in area urbana.
Il rapporto riporta la testimonianza del sindaco di Pesaro Matteo Ricci tra gli esempi di cambiamento urbano: “La Bicipolitana è la nostra infrastruttura del benessere. Un itinerario ecosostenibile, diventato un modello nazionale di mobilità green che vogliamo esportare e replicare nel mondo. Un progetto strategico presentato nei primi anni 2000, nato dalla volontà politica di pianificare uno sviluppo organico di ciclabili per risolvere problemi connessi con la sicurezza stradale”; un progetto “basato non solo su una rete di collegamenti ciclabili ma anche su progetti di riqualificazione urbana che restituissero vita a luoghi decadenti”. Si inserisce nel Piano degli Itinerari Ciclabili” che favorisce e promuove la mobilità ciclistica e pedonale, in alternativa all’uso delle auto nelle aree urbane”.

ANSA

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