
Il Piano socio sanitario approvato dalla Giunta regionale marchigiana il 9 agosto 2023 è a dir poco deludente. Non sono previste nuove assunzioni che noi di Azione Pesaro-Urbino invece riteniamo necessarie per ospedali, strutture e servizi della provincia, così come siamo delusi dall’invarianza finanziaria.
L’unica cosa che si evince da questo piano è la mancanza di una strategia lungimirante e pragmatica che punti ad ottimizzare le risorse (finanziarie e professionali) per avere una sanità d’eccellenza. Nessuna traccia, dopo la scelta della Regione di chiudere l’Azienda Marche Nord, del futuro delle specializzazioni di alto livello e del riequilibrio tra le varie provincie dei posti letto in quanto, nella nostra provincia, ne mancano circa 300. Con la conseguenza che ogni posto letto significa più risorse e personale per i servizi e per la mobilità passiva (ancora irrisolta) verso l’Emilia-Romagna e le liste d’attesa.
Come Azione Pesaro-Urbino riteniamo che questo piano produca la frammentazione dei plessi ospedalieri sul territorio nei quali sarà difficile garantire (per le motivazioni appena citate) il mantenimento dei reparti previsti e delle eccellenze con un danno che, in particolar modo, riguarderà le strutture dell’entroterra. Diventeranno infatti, come già oggi si può vedere, sempre meno attrattivi per i medici. Avremmo dunque ritenuto più opportuno puntare ad una organica organizzazione di Strutture e Servizi territoriali e di prossimità, al potenziamento delle POTES (Postazioni Territoriali dell’Emergenza Sanitaria), e del Sistema del 118.
Riteniamo inoltre che il piano socio sanitario 2023/2025 risulti carente anche in merito ai criteri e alle modalità di sviluppo delle Case e degli Ospedali di Comunità e all’integrazione socio sanitaria, per la quale serve il potenziamento dei Distretti sanitari e la coincidenza dei confini di questi ultimi con quelli degli Ambiti Territoriali Sociali.
Più che un elenco di promesse poco chiare, servono i fatti per una sanità che sappia rispondere a problemi sempre più evidenti e gravi: pronto soccorso, liste di attesa, sanità territoriale, potenziamento delle dotazioni organiche, ruolo del privato, integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza, rette per le residenze degli anziani.
Purtroppo non sembra essere questa la strada intrapresa, nonostante una campagna elettorale vinta proprio nel nome di quella Sanità che ad oggi, anziché guarire, peggiora sempre di più.
Azione Provincia PU
