


I pesaresi si mobilitano contro la Regione perchè meritano rispetto
Pesaro, 6 Agosto. Il gruppo consiliare PD con la sottoscrizione di tutta la maggioranza invitò lo scorso anno, il Presidente Acquaroli in consiglio comunale a Pesaro, per sottoporgli i quesiti e le istanze dei cittadini pesaresi in tema sanità. Ci rassicurò che avrebbe costruito a Muraglia un nuovo Ospedale, ridimensionato rispetto al precedente progetto, e in data 17 Ottobre 2022 sottoscriveva col Sindaco Ricci per il Comune di Pesaro, Asur e Marche nord anche un accordo con tanto di cronoprogramma per la realizzazione del nuovo nosocomio pesarese.
Il primo step del 31.12.2022 segnava l’avvio del bando di gara-concorso di progettazione; ad oggi nulla è stato presentato e l’assessore Baldelli rispondendo all’interrogazione di Biancani e Vitri, riferiva che avrebbero atteso il primo Luglio scorso, per l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti che avrebbe semplificato le procedure burocratiche.
Proprio per questa dilazione dei tempi, apprendiamo oggi con profondo rammarico che nel Piano triennale delle opere pubbliche regionali, la provincia di Pesaro e Urbino, risulta altamente penalizzata per gli esigui investimenti destinati al nostro territorio; solo 24 milioni spalmati in tre anni a fronte del 235milioni complessivi con un forte sbilanciamento verso le altre province marchigiane.
Assurdo constatare anche l’assenza del nuovo Ospedale di Pesaro, con dichiarazione da parte dell’assessore Baldelli che non ci rassicura, che verrà inserito nelle prossime variazioni, con conseguente allungamento dei tempi di realizzazione; non risultano inseriti neanche i progetti per l’Ospedale di comunità di Galantara e della Casa di comunità di Mombaroccio, promesse e annunci ancora una volta non mantenuti.
Alla soglia dei tre anni di governo regionale a guida Acquaroli, i cittadini pesaresi si domandano quali siano i reali obiettivi di questa giunta che si vanta del collegamento diretto col governo Meloni. Sino ad oggi vediamo solo macerie di una sanità ridotta sul lastrico con meno fondi, meno personale e servizi risicati.
Tutte le promesse sono state disattese, come la riapertura dei 13 ospedali che è a tutt’oggi rimasta solo sulla carta, come era prevedibile, gli ospedali di comunità si sono svuotati, medici con alte professionalità e infermieri vanno a lavorare in Romagna e molti reparti sono praticamente gestiti da cooperative di medici privati e la famosa ‘sanità diffusa’ si è schiantata con la dura realtà. In campagna elettorale, hanno raccontato che chiudere Marche Nord avrebbe significato riaprire gli ospedali delle aree interne, vere e proprie promesse da marinai!
Per non parlare poi del Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) 2023-2025 in fase di approvazione che presenta un numero enorme di limiti, facilmente riassumibili: il PSSR non offre alcun contributo né in termini di analisi, né di proposta, né di decisione su nessuna delle criticità sanitarie delle Marche, da quelle comuni a tutte le Regioni (liste di attesa, Pronto Soccorso, Medici a gettone, riduzione dell’erogazione dei LEA e trasferimento di molti servizi al privato a pagamento) a quelle specifiche delle Marche, ovvero la dispersione della rete ospedaliera e la conseguente inevitabile carenza nell’erogazione dei servizi territoriali. La Regione ha fatto scelte contro la legge nazionale, il Piano socio sanitario regionale avrà palesi violazioni nel decreto ministeriale 70.
Ci mobiliteremo per far sentire la voce di Pesaro, con documenti che presenteremo in consiglio comunale e con una manifestazione pubblica di profondo dissenso verso la giunta Acquaroli, che dimostra ancora una volta di essere Anti-Pesaro!
PD Pesaro
