
Simmetrica, ieratica, rossa. L’Abbazia di San Gervasio in Bulgaria a Mondolfo appare così, incastonata tra il verde della campagna sulla riva sinistra del fiume Cesano. In passato svolse funzioni di plebe, di chiesa battesimale e di controllo del territorio, una sorta di parrocchia attuale. La denominazione “in Bulgaria” le deriva dalla consistente presenza nella zona di bulgari che vi erano immigrati in età longobarda. Nella cripta dell’Abbazia di San Gervasio è ubicato il più grande sarcofago ravennate delle Marche dove tradizione vuole che riposi Gervasio, il Santo ivi venerato, già antico patrono della comunità mondolfese al quale si attribuivano doti rabdomantiche come testimonia la vicina sorgente di acqua sulfurea detta “acqua della rogna”. Da questo millenario sito religioso prese avvio l’evangelizzazione della Valle del Cesano.
MASSIMO MAGI
