Martedì 2 maggio 2023 alle ore 17,30 nella sala convegni (g.c.) di palazzo Ciacchi (via Cattaneo, 34 – 61121 Pesaro PU) nell’ambito della serie Pesaro Storie Monica Grasso conversa con Bonita Cleri

Martedì 2 maggio 2023 alle ore 17,30 nella sala convegni (g.c.) di palazzo Ciacchi (via Cattaneo, 34 – 61121 Pesaro PU) nell’ambito della serie Pesaro Storie Monica Grassoconversa con Bonita Cleri sul temaLa sedia di Mazzini
Breve storia delle effigi celebrative di un patriota scomodo
Venerato da tanti, detestato da altrettanti e inviso alla monarchia, anche dopo la morte Giuseppe Mazzini rimane un patriota “scomodo”. Lo prova la storia stessa del monumento più importante che gli fu dedicato, quello a Roma sull’Aventino, affidato allo scultore di fede massonica Ettore Ferrari, già autore del discusso monumento a Giordano Bruno in Campo de’ Fiori (e di quello di Terenzio Mamiani a Pesaro).
Proposto e sostenuto da Francesco Crispi fin dal 1890 e affidato nel 1902 al Ferrari, la prima pietra del monumento venne posta solo nel 1922 ma l’esecuzione fu poi bloccata fino al secondo Dopoguerra. Il monumentovenne infatti inaugurato il 2 giugno 1949 nell’anniversario della Repubblica romana, più di settant’anni dopo la morte di Mazzini e vent’anni anni dopo quella dello scultore: oltreché dopo la fine della monarchia e la proclamazione della Repubblica italiana.
La storia di questo monumento, l’analisi delle sue figurazioni allegoriche, le scelte iconografiche che caratterizzano anche altri monumenti a Mazzini, come quello di Giulio Monteverde a Buenos Aires, aiutano a focalizzare il modo in cui questo patriota intellettuale venne percepito dagli artisti, molti dei quali avevano aderito ai suoi ideali. Monica Grasso si è laureata alla Sapienza di Roma e specializzata in Storia dell’Arte medievale e moderna all’Università di Urbino, dove insegna attualmente Iconografia e Iconologia. Ha pubblicato studi di taglio iconografico in particolare su Piero della Francesca, Timoteo Viti, Giorgio Vasari, Tiziano Vecellio, Federico Barocci. Tra i suoi interessi anche la scultura italiana del Novecento per la quale ha collaborato con il Dizionario biografico degli italiani. Ha tra l’altro pubblicato: Seguendo Tiziano. Viaggio nel Rinascimento sulle orme di un grande maestro (2014), Le arti sorelle. Dialogo tra immagini, parole e musica (2015), Il corpo scolpito. Percorsi tra statue antiche e moderne (2018) e, in collaborazione con Paolo Carloni, L’uno e l’altro volto. Michelangelo, Vittoria Colonna e l’iconografia della Vergine nel Giudizio Sistino (2016). 
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti
Società pesarese di studi storici

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