Valmex cresce e da gennaio stabilizza 56 lavoratori. Capodagli: “Risorse umane centrali per la nostra crescita”

Valmex, player globale nella produzione di scambiatori di calore per il settore idrotermosanitario, con una radicata presenza nel mercato del raffreddamento e della climatizzazione, stabilizzerà dall’inizio del prossimo anno 56 dei propri lavoratori, grazie a un accordo siglato con le rappresentanze sindacali, con il contributo dell’ufficio risorse umane dell’azienda, di Confindustria Pesaro Urbino e, come sottolinea il presidente Severino Capodagli, “potendo contare anche sulla disponibilità e sensibilità di tutto il personale, che ha accettato la nostra proposta di una flessibilità sostenibile e accolto i nuovi ingressi”. A partire da gennaio, dunque, l’azienda passa dagli attuali 412 addetti (378 contratti diretti e 34 somministrati) a 434, solo 4 dei quali somministrati; l’età media dei 56 lavoratori che avranno un contratto a tempo indeterminato è di 33 anni.

“In un’azienda fortemente digitalizzata come la nostra, le risorse umane hanno un ruolo ancora più importante perché ci consentono di mantenere il nostro vantaggio competitivo – sottolinea Capodagli -. La scelta di stabilizzare un numero così alto di lavoratori, tra l’altro all’interno di una congiuntura molto complessa, ha un valore doppio: da un lato ci consente di non rinunciare a professionalità e competenze che i lavoratori stabilizzati hanno guadagnato in questi anni, dall’altro di rispettare il nostro piano industriale quinquennale, che ci porta al 2026 con una visione di crescita e di innovazione”.

Nel 2022, il fatturato di Valmex è cresciuto di circa il 20% rispetto allo scorso anno ed è stimato in 130 milioni. “Si tratta di un trend che si è accentuato negli ultimi sei-sette anni – spiega il direttore generale, Lorenzo Cantarini -. Quello degli utilizzatori dei nostri scambiatori di calore è un mercato molto piccolo, all’interno del quale operano i maggiori produttori di apparecchiature di riscaldamento a gas, e la nostra azienda si è guadagnata una sua leadership grazie a prodotti brevettati, innovativi, testati e tracciabili, attraverso gli investimenti nelle linee intelligenti e robotizzate”. Il 50% del fatturato di Valmex finisce direttamente all’estero e un altro 30% varca i confini nazionali attraverso i grandi clienti italiani. “Andremo avanti con il piano industriale e con gli investimenti in tecnologie, che rappresentano l’8% del fatturato – conclude il presidente Capodagli -. Turchia e i Paesi europei sono i nostri principali mercati, ma nel 2023 contiamo di crescere ancora negli Stati Uniti, dove ormai siamo presenti da due anni, e nel medio periodo ci focalizzeremo sul mercato cinese”.

Beatrice Borghi

Confindustria

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