LISTE D’ATTESA: la giunta Acquaroli fa un passo indietro rispetto al passato

PESARO . Il dramma delle liste d’attesa, rispetto alla precedente gestione regionale, sta aumentando in maniera esponenziale, con l’evidente offerta insufficiente a soddisfare le richieste incrementate come era prevedibile, anche a seguito della pandemia da Covid.

Non si rilevano nel bilancio regionale, i maggiori fondi necessari per la copertura di turni supplementari e straordinari da corrispondere al personale sanitario, vista la grande difficoltà ad assumere nuove figure, così come dichiarato dallo stesso Presidente Acquaroli.

«Inadeguatezza dell’assessore Saltamartini, che ha pensato bene di seguire il modello Ceriscioli, probabilmente copiando male le azioni già messe in atto, visto che a tutt’oggi è addirittura peggiorata la situazione dei tempi di attesa per visite anche solo di routine – ci riferiscono i consiglieri comunali del Partito Democratico pesarese – una giunta retrograda, che riscontriamo fare un pericoloso passo indietro rispetto al passato, non percependo alcuna volontà di riapertura degli ospedali territoriali come promesso in campagna elettorale (con l’accusa alla precedente giunta di averli chiusi) mantenendo solo la malsana volontà della chiusura a fine anno dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord. Pochi giorni fa il Presidente Acquaroli sul suo profilo social, gongolava per aver ricevuto da Agenas il riconoscimento per l’Azienda Ospedaliera Sanitaria di Ancona; gli ricordiamo che l’Azienda Ospedaliera Marche Nord gestita politicamente dalla giunta Ceriscioli, ottenne più di un riconoscimento, un esempio su tutti il reparto del dr. Visani per la best practice sulla cura della leucemia mieloide o la chirurgia robotica del dr. Patriti, come il riconoscimento dalla Newsweek che nominò come vere eccellenze i reparti di Pediatria e Neurochirurgia, riconosciuti tra i migliori specializzati al mondo. In risposta a tutto questo ci sarà la chiusura di un’azienda che ha incassato solo successi e riconoscimenti, per essere sostituita da un AST in vecchio stile».

«Anziché investire il tempo in autocelebrazioni, il Presidente Acquaroli dovrebbe mettere mano in modo chiaro ed efficace ad una riforma sanitaria PUBBLICA che non finanzi il privato. Stiamo assistendo allo scandaloso scenario per cui personale medico e paramedico si licenzia dal pubblico per farsi assumere da cooperative a fronte di compensi molto superiori a quelli percepiti. Le cooperative si fanno pagare dalla sanità nazionale e quindi da tutti noi contribuenti, e il paziente trattato come un cliente, deve fare i conti sugli assurdi spostamenti all’interno della regione. Le Cooperative cliniche private sono tutte pagate dal Servizio Sanitario Nazionale, e ci chiediamo, come anche ribadito con un Ordine del Giorno urgente bocciato dalla minoranza in consiglio comunale, se sono disponibili le risorse economiche per pagare profumatamente il privato, perché non investire su medici e personale

sanitario assunto con contratti pubblici correttamente retribuiti e a tempo indeterminato?

La DESTRA che oggi governa la Regione ha vinto proponendosi come solida alternativa alle gestioni di centrosinistra che l’hanno preceduta, ma non si registrano segnali di miglioramento, niente è cambiato rispetto al passato se non in peggio, come la chiusura delle guardie mediche soprattutto nell’entroterra pesarese, la mancanza di medici sulle autoambulanze, grave carenza di personale medico nei Pronto soccorso, la prevista chiusura del reparto di Psichiatria a Pesaro, la costruzione di un” ospedaletto” anziché un nosocomio per le alte specialità di 2° livello, con il passaggio da 612 posti letto a 372 , la riapertura del punto nascita a Pesaro senza la nomina del primario e con medici condivisi in più ospedali e il centro senologico di Via Nanterre attende un mammografo con tomosintesi 3D da oltre 2 anni. L’unico triste cambiamento – concludono i consiglieri – sarà assistere alla soppressione dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord, che nel tempo perderà le eccellenze costruite dall’ottimo personale sanitario in tanti anni di lavoro che vi opera all’interno, costringendo ancor più i pazienti di tutto il territorio di Pesaro e Urbino a continuare la migrazione verso l’Emilia Romagna che continuerà ad offrire servizi altamente organizzati ed in tempi ridotti per dare risposte concrete alle richieste di cura».

I consiglieri comunali

Partito Democratico Pesaro

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