“Salvate le querce di Muraglia!”

Durante la guerra, un reparto di panzer tedeschi usò l’ampio ombrello della chioma di una roverella in Toscana per mimetizzarvi i suoi carri armati. Al momento di andarsene, il comandante aveva ordinato di abbattere la quercia per rifornirsi di legna ma alla fine rinunciò. La madre del proprietario dell’albero parlava bene il tedesco e, con gentilezza e diplomazia, fece capire al militare il valore monumentale della pianta e l’opportunità di rifornirsi con le altre querce dei dintorni. Così oggi la “Quercia di Pinocchio” ha circa 300 anni e con la circonferenza di 421 cm gode la protezione come un albero monumentale.

PESARO – A seguito dell’annuncio della chiusura dal 14 ottobre 2022 ,di Strada Arnaldo Carloni (vicino agli Orti degli Anziani), per il completamento dei lavori della bretella autostradale, si è riaccesa l’attenzione sul destino delle querce ai lati del percorso. Purtroppo a tutt’oggi non risulta che si sia preso atto della loro esistenza e le suddette piante continuano ad essere trattate come arbusti da accantonare per far posto alle barriere antirumore in acciaio. Presto saranno abbattute. A fronte di tale pericolo, non resta che il ricorso ad una denuncia formale alle autorità competenti per danni irreversibili all’ambiente e al paesaggio.

A supporto della denuncia si allega e invia alla vostra redazione l’estratto dello Studio di Impatto Ambientale preposto al progetto esecutivo. Come si evince dal documento, il progetto non è stato redatto sulla base di un rilievo, ma tenendo conto della sola cartografia di indirizzo regionale e provinciale, senza rilievo botanico e soprattutto sopralluogo, pertanto non è evidente il valore delle Querce di Muraglia come probabile elemento di riferimento del progetto di mitigazione di impatto ambientale e di valorizzazione paesaggistica.

In assenza di questa constatazione di esistenza, o più in generale ignorando il valore intrinseco e di relazione delle alberature col paesaggio, le successive fasi di progetto e di esecuzione procedono di conseguenza:nella logica di progetto non si abbattono querce centenarie con la chioma di 20 metri, ma specie che non hanno “particolare rilevanza dal punto di vista floristico-vegetazionale”. In sostanza anche nelle risposte alle sollecitazioni tese alla salvaguardia del patrimonio paesaggisti cIoè prevalso il principio del corridoio veloce, libero da ostacoli e da essenze arboree, trattando il quartiere Muraglia come una corsia autostradale ad alta velocità. Per riparare questo stato, non occorrono varianti di tracciato, in quanto le querce sono ai margini del corridoio; sarebbe sufficientenon costruire il tratto di barriera artificiale in corrispondenza della quercia, lasciando in essere quella vegetale esistente o ampliandola con delle barriere realizzate attraverso tecniche di ingegneria naturalistica, con decisioni avvedute e circostanziate della direzione lavori, risparmiando tempi di esecuzione e risorse finanziarie. Peraltro è una strada lasciata aperta dalla Condirezione Generale Nuove Opere di Autostrade con la risposta in allegato (3).

Ci auspichiamo che una presa d’atto del reale stato dei luoghi e della compatibilità con il progetto stradale possa scongiurare un danno irreparabile al patrimonio di Pesaro.

La Quercia di Pinocchio oggi è nell’elenco delle piante monumentali d’Italia perché nel 1944 una signora toscana ha trovato le parole giuste per convincere l’ufficiale tedesco di risparmiare una piantapiccolacome le nostre Querce di Muraglia. Ci vogliono altri 74 anni per raggiungere la circonferenza di 400 cm ed essere protette dallo Stato e non dai cittadini.

Paola Cavina

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