





PESARO – Un’altra penalizzazione per Pesaro e provincia che di fatto annulla anni di lotte politiche che istituirono nel 2009 l’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord” nuova e autonoma e che ha sempre fino ad oggi assicurato l’esercizio unitario delle funzioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione e il coordinamento delle attività dei servizi territoriali delle zone di riferimento, gestendo e garantendo servizi ai tre nosocomi provinciali (San Salvatore centro –San Salvatore Muraglia –Santa Croce Fano). «Ci dovrà spiegare il Presidente Acquaroli -esordiscono i capigruppo di maggioranza -come intende attrarre gli specialisti che stanno emigrando in massa verso altre regioni, ma soprattutto come pretende di contrastare la mobilità passiva che era nelle funzioni primarie dell’Azienda Ospedialiera Marche Nord visto che verrà assorbita da ASP» e proseguono «Evidenziamo in tutta questa operazione, dopo la triste cancellazione del progetto sul nuovo ospedale, ridimensionato da 612 posti letto a poco più della metà, praticamente un “Ospedaletto” e avendo solo 2,7 posti letto ogni 1.000 abitanti, in netto squilibrio con le altre province, dato che Pesaro e provincia avrebbero diritto a ulteriori 350 posti letto. Sopprimendo l’azienda Ospedaliera Marche Nord, che gli altri non avevano, come giustificherà questo divario?»
Martedì 4 luglio il Presidente della Regione Acquaroli e l’assessore alla Sanità Saltamartini hanno presentato la proposta di modifica alla legge 13 che riorganizzerà gli strumenti di gestione della sanità regionale.
• La proposta di riforma illustrata prevede la chiusura di Marche Nord, l’azienda ospedaliera che rappresenta il punto più avanzato, in termini di alte specializzazioni, dopo Torrette di Ancona, baluardo contro il dilagare della mobilità passiva verso nord, con conseguente caduta di qualità nei servizi ai cittadini, negli interventi programmati e nell’emergenza-urgenza.
• La mobilità passiva è concentrata nella provincia di Pesaro e Urbino ma rappresenta un costo molto rilevante per tutti i marchigiani.
• Marche Nord, seconda nel numero di alte specialità, risulta prima per efficienza e delle quattro aziende attuali è quella con la più alta produttività: quale soggetto avendo quatto centri di produzione chiude quello che a parità di investimento da maggiori risultati?
• Per lunghi anni, anche sull’abbattimento delle liste d’attesa, il contributo maggiore rispetto ogni altra struttura è arrivato da Marche Nord, ci sono stati periodi in cui con un budget di circa la metà, offriva lo stesso numero di prestazioni per liste di attesa di Torrette di Ancona.
• Si assiste al paradosso che nel momento di massima difficoltà nel reperire personale sanitario, un elemento di attrazione come la possibilità di lavorare in una azienda ospedaliera venga tolto per proporre una generica azienda provinciale perdendo così ulteriorepersonale essenziale per fornire servizi;
• Senza l’azienda ospedalieranon avremmo più emodinamica, neurochirurgia, radiologia interventistica, radioterapia, chirurgia robotica. «Nella sua visita a questo consiglio comunale -continuano i consiglieri -il presidente Acquaroli aveva fornito solo generiche rassicurazioni sul livello dei servizi complessi, ma una semplice proiezione delle intenzioni manifestate dalla giunta (moltiplicazione dei presidi ospedalieri) sugli standard imposti dal decreto Balduzzi, fa emergere un quadro in cui non potranno esserci ospedali di I livello nei territori: un inquietante disegno di desertificazione dei presidi in grado di erogare prestazioni complesse per concentrare tutto su Torrette di Ancona»
• La proposta di riforma della legge 13 moltiplica le aziende da un’Asur a cinque AST con conseguente aggravio di costi dovuti alla moltiplicazione di direzioni generali e relative strutture;
• In una regione di dimensioni demografiche già ridotte si aumenta la frammentazione delle aziende e si apre una competizione di campanile fra le diverse province, contro lo spirito di collaborazione e riequilibrio fra i territori promosso da Asur.
• Il disegno punitivonei confronti del territorio della provincia di Pesaro e Urbino è smascherato dalla scelta di eliminare l’azienda ospedaliera SENZA riequilibrare il pesante deficit di posti letto che la nostra provincia soffre nei confronti delle provincie del sud della regione.I capigruppo Mattioli, Petretti, Castellani, Conti, Vanzolini e Mariani a nome e per conto di tutti i consiglieri di maggioranza chiedono con forza al Sindaco di farsi portavoce per esprimere al Presidente Acquaroli la più recisa contrarietàdellacittànei confronti della soppressione dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord e chiedono allo stesso Acquaroli, anche a seguito del Consiglio monotematico sulla Sanità tenutosi a Pesaro, chiarimenti dettagliati sulle intenzioni della Regione circa le alte specialità oggi presenti a Marche Nord, sulla classificazione dei presidi ospedalieri di Pesaro e Fano, sulla strategia della giunta regionale per frenare l’emorragia di personale qualificato e la piaga della mobilità passiva e sul deficit di posti letto del nostro territorio.L’hanno definita una “riforma epocale”per la distruzione della sanità pesarese, sicuramente!
I capigruppo di maggioranza Mattioli – Petretti – Castellani – Conti – Vanzolini – Mariani
