
«Ho iniziato a correre 10 anni e 13 kg fa perché non mi sentivo bene nel mio corpo, poi Forrest Gump ha avuto il sopravvento e non ho più smesso.» Inizia così il racconto dell’ultra maratoneta pesarese, Davide Vitali, ospite d’onore della conviviale Interclub di Panathlon club Pesaro e Club Lions Della Rovere Pesaro.
Il 56enne ingegnere pesarese ha ripercorso con i soci dei due club emozioni ed imprevisti, difficoltà e soddisfazioni provate nell’affrontare e percorrere in giro per il mondo corse affascinanti ed estenuanti. Il deserto del Sahara marocchino, l’Iran, la Namibia, l’Oman, la foresta pluviale del Costa Rica e non solo.
«Non credevo di poter vincere, non era il mio obiettivo. Gareggiavo con ragazzi molto più giovani di me, invece poi sono arrivati risultati interessanti e ci ho preso gusto, fino a quel primo posto ottenuto all’Ultra Race in Romania. Lo sport aiuta a stare bene, non solo fisicamente, anche di testa, e quando sta bene la testa sta bene tutto, si sta meglio anche con gli altri. Per questo, secondo me, è importante promuovere l’attività sportiva. Ho iniziato a correre a 46 anni, fissandomi degli obiettivi sempre più ambiziosi. Sentivo parlare di queste ultra maratone nel deserto e ne ero attratto, finché per caso non ho scoperto un camp di allenamento in Marocco in vista della Marathon des Sables con Marco Olmo. Ho deciso di partecipare e da li ho deciso di provare questa avventura. Ho partecipato per la prima volta nel 2017, ma mi sono dovuto ritirare alla terza tappa per disidratazione, ero inesperto e ho pagato questa inesperienza. Ho partecipato nuovamente nel 2018 ed è andata decisamente meglio. Mi sono appassionato a queste corse nel deserto e ho partecipato anche a quelle in Iran, Namibia e Oman. Poi ho deciso di cambiare scenario iscrivendomi alla maratona in Costa Rica. Per prepararmi mi è venuto in aiuto il nostro appennino, soprattutto il Monte Catria. Infine è arrivata la gara in Romania. Sono arrivato a quell’appuntamento in ottima forma fisica e mentale. È andata bene da subito, in testa dall’inizio alla fine. Il 2021 è stato l’anno dell’Italia e è stato bello poter portare il mio contributo. Per questo genere di competizioni l’alimentazione è molto importante, sia durante le gare che in fase di preparazione. Mi sono rivolto a dei nutrizionisti specializzati per trovare la formula giusta per me.»
«È stato bello dare spazio alle avventure di un ultramaratoneta pesarese. – Il commento del presidente del Panathlon Club Pesaro, Angelo Spagnuolo – Davide Vitali non ci ha raccontato solo le vittorie ma soprattutto le emozioni, i sacrifici, la fatica e le soddisfazioni nel percorrere gare in giro per il mondo. Ma dietro la soddisfazione per i successi, ci ha raccontato l’importanza di sconfitte e imprevisti, come sono serviti a migliorare, ad avere nuovi stimoli e a raggiungere risultati nelle gare successive. I principi e lo spirito che accompagna i panatleti».
Tanya Stocchi
