
Pesaro ha voluto ricordare per sempre chi ci ha lasciato e chi ci ha protetto dal Covid-19 con un’opera dedicata alle vittime della pandemia. Un murale di circa 40 metri, diviso in 7 spot (3.4m x 2.5m), realizzato dall’artista Antonio Cammarano, in arte “Cubo Liquido”, posizionato nel periodo estivo di fronte all’ospedale San Salvatore. «Un riconoscimento per tutti coloro che hanno combattuto in questi difficilissimi mesi contro un nemico invisibile – ha spiegato il sindaco Matteo Ricci –. Medici, infermieri, operatori sanitari, che hanno lottato per la nostra salute. Nessuno dimenticherà ciò che avete fatto per la comunità. Nel 2020 siamo stati letteralmente travolti dal Covid-19, abbiamo perso tantissimi cari e il dolore più grande è stato proprio quello di non poterli salutare. Una tragedia immane, uno strazio». Tra i soggetti raffigurati nel murales anche Maria Teresa Chechile, infermiera-poetessa.
Maria Teresa Chechile presenterà il suo libro “Pensieri fugaci” il 22 Aprile 2022 nella Sala Consiliare del Comune di Pesaro, alle ore 17,30.

-Chi è Maria Teresa Chechile?
“Sono nata a Zurigo il 14 Gennaio 1971. Sono originaria di Atena Lucana (Sa) dal quale ho tratto spunto, in adolescenza, per comporre la mia prima poesia “Di notte”. Mi sono trasferita nel 1998 nelle Marche, a Jesi, dove vivo e lavoro come infermiera presso l’ospedale Carlo Urbani. La mia professione unitamente ad una mia certa versatilità nello scrivere, che ho avuto sin da piccola, mi hanno fatto conoscere come infermiera-poetessa. Il connubio, tra le esperienze della mia infanzia in Svizzera, dell’adolescenza in Italia, la mia innata curiosità, oltre alla mia professione, mi hanno permesso di continuare a scrivere, tentando di scavare nell’animo umano”.
-Lei ha al suo attivo riconoscimenti a vario titolo, non è vero?
“Sì, ho ricevuto riconoscimenti a vario titolo che, attraverso la poesia mi hanno portato ad interrogarmi sull’interazione che intercorre tra l’uomo e il mondo circostante. Ho ricevuto menzioni speciali e di merito, diplomi, recensioni, sono apparsa in antologie ed enciclopedie, quali quella del “Premio Mario Luzi”, con l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana e nell’agenda dello scrittore della Repubblica Italiana per l’anno 2020/21”.
-Ha collaborato anche con Alessandro Quasimodo e con Franco Picchini.
“Sì, ho collaborato con Alessandro Quasimodo, attore, regista e figlio del premio Nobel Salvatore Quasimodo. E’ stato lui che mi ha selezionata per prima e mi ha incluso nell’antologia de “I poeti contemporanei”. Lo stesso Quasimodo mi ha interpretata in una raccolta con le sue poesie più rappresentative, tra le quali “Di notte”, la poesia più premiata che mi ha permesso di farmi apprezzare e conoscere da un ampio pubblico. Ho collaborato anche con Franco Picchini, attore e doppiatore di fama in numerosi film interpretando la poesia “AUT-AUT” (o questo o quello). Nel novembre 2019 questa stessa poesia mi ha fatto ottenere il secondo posto al concorso letterario “Idea donna” ad Ascoli Piceno. Scritta a Jesi, anni in cui il percorso della mia vita si stava delineando, contiene l’esaltazione e l’affermazione del proprio “Io”. È un viaggio all’interno di se stessi, con tutti i limiti, ma anche con tante domande sull’essere, aprendo il dibattito alle molteplici risposte. Nel settembre 2019, per il premio “Friuli storia”, a Udine, sono stata nominata membro di giuria popolare. In seguito, anche membro di giuria al concorso di poesia “I versi non scritti…” a Teverola (Ce). Ho ottenuto riconoscimenti a livello Istituzionale come quello, nel giugno del 2019, che il mio Paese d’origine, Atena Lucana (Sa), mi ha tributato con il premio “Filii di Atena”. Un evento che ha visto l’attestazione anche da parte di altre figure istituzionali, a partire dalla Regione Marche, nella persona del presidente di giunta A. Mastrovincenzo, di A. Ginesi, professore emerito di storia dell’arte, già ordinario presso l’accademia di belle arti di Macerata e console onorario della federazione Russa nelle Marche, del sindaco della città di Jesi M.Bacci, e una recensione all’opera “Di notte” dall’amica e scrittrice R. Iacomino, della presidente Associazione culturale di Fano-Marotta E.Riccardi, per la quale sono stata nominata socia onoraria, e anche dallo stesso Alessandro Quasimodo che, già nel 2018, al festival internazionale “Il Federiciano”, la città della poesia di Rocca Imperiale (Cs), mi ha incentivato a proseguire. Così mi sono cimentata tra pensieri e immagini, tra il vedere e il sentire attraverso la fotografia e sono stata scelta ed esposta per la prestigiosa biennale d’arte, “Moovart Co-expo – Amedeo Modigliani”, presso il museo Zeffirelli di Firenze e poi ancora alla “Biennale del Tirreno” di Cava De Tirreni (Sa)”.
-Altri premi?
“Nel 2019 sono stata premiata al festival internazionale “Umbria Art” di Terni per la sezione letteratura. Ho collaborato con la casa museo Alda Merini patrocinato del 6° Municipio di Milano.
Ho ottenuto nello stesso anno un riconoscimento per il “Premio Europeo Oscar Wilde” a Ottaviano (Na), alla presenza del presidente dell’OPE (Osservatorio Parlamentare Europeo).
Ho partecipato a due importanti masterclass in scrittura e poesia, una con Mogol e Francesco Gazzè, l’altra sempre con Mogol e Alessandro Quasimodo. Ho ricevuto una nota di merito assegnatami al “Premio Nicola Martucci” di Valenzano (Ba), patrocinato dalla Presidenza del Senato, della Camera dei Deputati e del Consiglio dei Ministri, con un monologo per la sezione prova d’attore. Nel febbraio 2020 la poesia “Pensieri fugaci” è stata insignita di menzione di merito e annoverata nell’antologia “Pensieri e parole” dell’Accademia dei Bronzi e distribuita in tutte le principali biblioteche italiane. Nell’aprile del 2020 ho collaborato con la prestigiosa Casa della poesia di Monza per una video poesia in dialetto della mia terra d’origine. Mentre ancora una volta è stata la poesia “AUT- AUT” ad essere inclusa nell’antologia “Club degli autori” cenacolo dei poeti di Monza – Brianza.
Sempre a giugno del 2020 sono stata insignita del titolo di Alfiere della Poesia da parte dell’Accademia dei Bronzi di Catanzaro”.
-Ancora?
“Tra il maggio e il giugno del 2020 mi sono stati assegnati due importanti riconoscimenti. Il primo dall’associazione “La memoria viva” come ambasciatrice tra anima e corpo, il secondo con la poesia inclusa nell’antologia “Cara Italia ti scrivo” con l’opera “In trincea ai tempi del Covid” promossa dall’Associazione Tigulliana di Santa Margherita Ligure”. Recentemente nel mese di Aprile 2022 ha ricevuto il primo premio città di Berlino per la sua creatività e per la tutela del patrimonio artistico.


-Ci parli del suo ruolo di ambasciatrice della #memoriaviva
“Non a caso, a volte, avvengono incontri o ci si imbatte in persone che, per una strana congiunzione del destino, ci portano dritti là, dove l’anima esplora i sentimenti e la ragione rievoca ricordi del cuore. Quando nel giugno del 2020 sono stata insignita di ambasciatrice della #memoriaviva, insieme a Liliana Segre, come testimonial di passione per la vita, ho compreso meglio e ancor più di quello che negli anni ho studiato o, semplicemente, percepito, sul significato “memoria”. La memoria ci serve a ricordare la rappresentatività della vita, in ogni sua forma e contenuto. Come atto dovuto per le generazioni future e come rievocazione di altrettanti fatti, come la Shoah, che devono insegnarci a non perpetuare in quegli errori ed orrori disumani e aberranti. E allora, da quando è stata istituita dall’Onu la giornata della memoria per ricordare uno dei più grandi genocidi della storia, il significato di ricordare ha assunto una duplice, se non triplice valenza in termini umani e di recupero dell’umanesimo. È nelle parole di Anna Frank “ Quel che è successo non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo” che è racchiuso il senso di dover istituire il giorno della memoria. Ricorrenza che si celebra in gran parte del mondo, ogni anno, il 27 gennaio. Una data fortemente simbolica e scelta per commemorare i milioni di vittime della Shoah, ma non solo. Il 27 gennaio del 1945, le truppe sovietiche dell’armata rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz, rivelando al mondo per la prima volta la realtà della brutalità dell’uomo sull’uomo. E mi sovvengono le parole del cantautore Guccini che nella sua canzone “ Auschwitz” ripercorre uno dei capitoli più bui della storia – Come può l’uomo uccidere un suo fratello!-. Ecco che la giornata della memoria è non solo un dovere per non dimenticare, ma anche un necessario momento educativo per comprendere, per conoscere. “Perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre” per dirlo con le parole di Primo Levi. Cosi nell’istituire la giornata internazionale della memoria da parte delle Nazioni Unite, vi è un’esortazione a sviluppare programmi educativi al fine, appunto, del non ripetersi. In Italia è dal 2000 che tale data ha anche una doppia funzione. Ricordare le leggi razziali approvate dal fascismo e la persecuzione agli ebrei dal quale ne scaturì. Alle deportazioni, la prigionia, la morte. Ma anche rivolto a tutti coloro che si opposero allo sterminio, a rischio della propria vita e che hanno, con le loro gesta eroiche, protetto molto e molti perseguitati. Oggi giungono a noi ancora numerose testimonianze di superstiti di quelle brutture, dalla Segre a Modiano e tanti altri che hanno raccontato le loro storie in quei campi di sterminio. Film, come “La vita è bella” di Benigni e poi mostre fotografiche, reperti e testimonianze ci fanno comprendere, a maggior ragione, in questo tempo di Covid, come la vita sia bene raro e prezioso. Tutti dobbiamo prendere atto della fragilità umana e che solo sensibilizzando le coscienze si potrà passare attraverso quel processo di consapevolezza volto a dire “mai più”. Ma soprattutto a non “ fare mai più”.
-Poi finalmente è arrivato il suo libro
“Per Le Mezzelane Casa Editrice ho pubblicato “Pensieri fugaci”. Tutto nasce così. Da quel sottile vibrare di corde che, sin da piccola, mi hanno accompagnata in tanti momenti della vita e che fin dove potevo o posso ancora arrivare, con la mente e con il cuore, hanno sentito e sentono armoniosi suoni, componendo melodie da tradurre in versi. Perché se è vero che la poesia è l’estensione dell’anima, in me sulle ali del pensiero, ha spiccato il volo. Un vagare attraverso l’osservazione, la meditazione, il silenzio e l’interrogarsi sul “come”, il “quando” e il “perché” delle cose, che muovono, spingono e sospingono l’essere umano ad andare oltre. È da quel probabile primordiale istinto, innato, consapevole o inconsapevole, che tutto ha avuto inizio. All’affollarsi nella mia mente di prime rime, di primi concetti che hanno poi preso forma e consistenza, divenendo poesia. Tutto nasce così, da un lucido ma al contempo folle “maneggiare” di fluttuanti frasi. Lucida follia la mia, in un viaggio nella vita, fatto non solo di parole stampate sulla bocca ma portate addosso come pelle”.
Rosalba Angiuli

