
Esco,
questo vento mi fa paura,
mi fa pensare ad una guerra,
che scuote le radici dalla terra,
che ferma un volo,
che spaventa il cielo.
Mi metto di fronte al mare
e chiedo perdono per l’uomo
che non capisce cosa sia un confine,
una sirena che non è un suono.
È l’ora in cui il giorno si abbraccia alla notte
perché non vuole finire.
Sfonda i timpani un rumore dentro
che fa crollare le vene,
un volo di gabbiani che cercano il silenzio.
Scuote le foglie non ancora nate,
tace la pace alla deriva delle onde.
L’amore è fuggito lontano.
Le luci si sono perse nel rifugio di una mano.
Disarmata
torno a chiudermi nel mio guscio,
di là dal mare il rumore di un tuono.
Laura Arual
