Coordinamento marchigiano dei movimenti per l’acqua bene comune

Come promotori del vittorioso Referendum sull’acqua pubblica del 2011, oltre al forte dissenso riguardo la nuova proposta di incorporazione di ASET da parte di Marche Multiservizi, ci sentiamo di esprimere lo sconcerto riguardo l’omertà, se non addirittura il sostegno, della gran parte delle Amministrazioni Comunali e delle forze politiche dell’intera provincia di Pesaro Urbino in merito a questo sciagurato progetto che tradisce platealmente la volontà popolare espressa in quella straordinaria consultazione democratica.L’operazione prospettata dai vertici di MMS a suon di offerte milionarie agli Enti Locali soci ASET è in realtà da tempo agognata e progettata da HERA SPA, vorace multiutility bolognese quotata in borsa (che costituisce il vero motore di MMS) per completare la conquista del territorio pesarese come unico e strategico caposaldo marchigiano dei capitali privati nella gestione dell’acqua, da cui magari tentare in seguito un’ulteriore espansione verso il resto della Regione. Il tutto affinchéattraverso gli utili conseguiti con le bollette pagate dagli utenti del servizio Idrico possa determinarsi un incremento della “remunerazione dei capitali investiti” dai propri azionisti;obiettivo questo che -da codice civile-rappresenta il vero fine delle società quotate in borsa. Tutto ciò nonostante il secondo quesito referendario abbia stabilito esplicitamente che tale remunerazione non debba esserecontenuta nella tariffazione.Per queste semplici ragioni, che attengono al rispetto della democrazia prima ancora che alle diverse “idee di società”,ci sentiamo di richiamare tutti i singoli Sindaci, Amministratori, Consiglieri Comunali al proprio dovere, che non può che essere la ripubblicizzazione del servizio idrico. Un percorso consentito dallaLegge e suffragato da ampia giurisprudenza che deve essere attuato attraverso il suo affidamento diretto alla scadenza dell’attuale contratto con MMS ad una nuova società interamente pubblica (azienda speciale consortile) nel frattempo costituita tra tutti i Comuni della Provincia di Pesaro Urbino componenti dell’ATO1.Non va taciuto peraltro che l’eventuale adesione dei soci pubblici di ASET, insieme agli altri Comunidella provincia, allo sciagurato progetto in argomento rappresenterebbe un vero e proprio salto nel buio.Infatti, alla scadenza dell’attuale gestione di MMS spa, nel 2028, si esporrebbe l’intera comunità provinciale alla conquista dei propri acquedotti persino da parte dei soggetti multinazionali che affolleranno certamente le gare d’appalto per assicurarsi un servizio come quello idrico, che essendo un monopolio naturale assicura rendimenti sicuri al riparo dalla concorrenza.Gare d’appalto simili a roulette russe sulla pelle di cittadini in cui verrebbero trascinati gli Enti Locali inquanto una società partecipata da capitali privati come MMS spa non potrà ottenere l’affidamento diretto (in House), consentito esclusivamente alle società interamente pubbliche che noi invochiamo.I Sindaci e gli Amministratori Pubblici non sono stati eletti per trasformare i propri Comuni in soggetti di mercato ma “per rappresentare la propria comunità, curarne gli interessi e promuoverne lo sviluppo”(cfr: art 3 del Testo Unico degli Enti Locali) per questo ci aspettiamo un risveglio delle loro coscienze ed un secco no alle “avance” che HERA spa ripropone attraverso i vertici di MMS spa. A loro chiediamo invece di portare all’ordine del giorno dell’assemblea dell’Ambito l’istituzione di un tavolo per valutare la costituzione di un’azienda speciale consortile provinciale offrendo sin d’ora la disponibilità a collaborare a questo progetto dei tecnici e giuristi del forum dei movimenti per l’acqua.

Per il Coordinamento

Massimo Rossi

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