
Spaccato di vita
Sono nata a luci spente, oddio, non so… in ospedale…
In realtà mia madre mi terrorizzava coi suoi racconti. Eravamo in due, mia gemella podalica ed io di traverso, come la mia luna.
Chiamarono d’urgenza il primario, che arrivò in ciabatte, come quello della canzoncina.
E quando mia madre gridava “muoio!” io nascevo…
Mia sorella già era arrivata,
e fu così da quel giorno che ho il difetto di arrivare puntuale,
lei invece si fa sempre aspettare.
Sono nata settimina e per poco ho visto anche l’incubatrice.
Quando mi portarono da mia madre e le dissero che io ero la più forte, la più grande, si stupì per quanto fossi piccola e senza voce.
Il mio segreto?
Una cicatrice sulla gamba sinistra, il mio aquilone.
Infatti la più forte è Lucia, l’altra parte di me e IO ho una gran voce che se non mi senti allora lo scrivo!
Io so solo che non è facile, ma proprio per questo ti arrivo.
Niente regalo, perché c’era già stato Natale, un budino e due wafer e il babbo con la Polaroid,
ah se adesso sapesse cosa fa un cellulare….
Guarda l’uccellino… ed io per dispetto mi giravo di là, sono un capricorno.
Un giorno mia zia mi chiese se preferissi una bambola o la tessitrice.
Adoravo le bambole, le mie vere amiche, a cui confidare segreti, capelli lunghi da pettinare, i miei troppi nodi!
E, infatti, non ebbi il coraggio di chiedere tanto, che fino alla fine ci ho sperato che in quella scatola piatta ci fosse quello che volevo….
Da qui ho imparato a dire quello che mi piace e non mi piace.
A cogliere l’attimo, anche se fa male poi doverlo lasciare.
Ho un cuore doppio che fa doppiamente sentire, in un giorno buio, senza luci, senza presepe, senza scatole da aprire e per fortuna rompere, magari alla cassa, sembra che gli guasti un castello di sabbia…
Grazie alle colleghe che oggi mi fanno riposare!!!
Laura Arual
