Il progetto Archivio Albani in trasferta a Matera

Il prestigioso Festival Duni di Matera, dedicato alla figura di Antonio Duni, illustre compositore materano considerato il padre dell’opéra-comique francese, ha visto tra i suoi ospiti Brunella Paolini, la Direttrice dell’Ente Olivieri di Pesaro, con la conferenza “L’archivio dei suoni: musiche per chitarrone dalla collezione Albani- il patrimonio per liuto scoperto a Pesaro”, al fianco del maestro Franco Pavan, docente presso il Conservatorio di Verona, liutista, tiorbista e musicologo, che per l’occasione ha eseguito al chitarrone componimenti di Johannes Hyeronimus Kapsperger, liutista della famiglia Barberini e di Papa Urbano VIII, e di altri compositori legati al mondo romano.

L’evento è stata l’occasione per sottolineare come la città di Pesaro possa a tutti gli effetti porsi come uno dei punti di riferimento mondiali per la ricerca legata al repertorio liutistico: grazie all’intuizione del Maestro Pavan, che ha riconosciuto tra le carte Albani oltre 23 volumi legati alla musica per liuto, e all’imponente lavoro di digitalizzazione e inventariazione dell’Archivio Albani diretto da Brunella Paolini, si è dimostrato come il corpus albaniano sia la collezione privata più importante del mondo e tra le più importanti in assoluto per la ricerca sul liuto, a fianco della Berlin Staatsbliothek (26 volumi), della Biblioteca Jagellonska di Cracovia (21 volumi), della Musikbibliothek der Stadt di Lipsia, della Bayerrische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera e della Bibliotéque National di Parigi, che però, a differenza della Collezione Albani, che dimostra un’essenza unica andando a coprire un periodo della storia della famiglia , fra il 1590 e il 1640, cruciale per la storia del liuto, sono frutto di donazioni e acquisizioni susseguitesi nel tempo.

La collezione Albani si aggiunge alla già straordinaria presenza del manoscritto oliveriano 1144, il codice cordiforme che contiene alcune delle più antiche intavolature conservate, risalenti agli ultimi anni del secolo XV; Pesaro vanta anche la presenza di altri tre manoscritti, databili alla prima metà del XVII secolo, dedicati al repertorio del liuto e della sua famiglia, conservati oggi presso la Biblioteca del Conservatorio di Musica “G. Rossini”: grazie a corpus complessivo di intavolature presenti in città, Pesaro città della musica può aspirare ad essere considerata anche “città del liuto”.

Uff. stampa Ente Olivieri

 

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