
Questi fantasmi Compagnia “La Piccola Ribalta” di Pesaro
“Questi Fantasmi” di Eduardo De Filippo della Compagnia pesarese “La piccola ribalta” è un progetto particolare: nasce dall’impegno e dalla passione di un gruppo di attrici e attori tutti di origini napoletane che vivono e lavorano nella nostra città; un percorso coinvolgente e creativo di avvicinamento all’opera del Maestro. Il risultato è un lavoro estremamente interessante che non rispecchia il modello classico del dramma napoletano. Pasquale Lojacono non è Eduardo, né la famosa scena del caffè lo ricorda. È una personalissima interpretazione, al pari di quella di tutti gli altri attori. L’adattamento del resto non si rifà alla maniacale e pedissequa riproduzione di ambienti interni, ma dà spazio, con pochi elementi e un allestimento scarno (porte-vano che danno sul buio del fondale), all’immaginazione dando un taglio quasi metafisico all’opera.
Ubu Roi Compagnia “Satyrion Teatro” di Leporano (TA)
Prima volta al Festival per la giovanissima Compagnia “Satyrion”, nata nel 2020, che porta in scena un classico immortale del teatro surrealista: “Ubu Roi”. Gli amanti di Alfred Jarry e dalla sua opera più famosa non verranno delusi da questa pièce teatrale. Scena ricca, rutilante e pregna di grottesca e mostruosa attrattiva. I numerosi attori della compagnia ci intratterranno in questo folle gioco colorato e pieno di suggestioni registiche. Lo spirito surreale e provocatorio dell’opera tra umorismo e parodia viene ripreso in pieno dalla compagnia in uno spettacolo estremamente coinvolgente.
Kraken (favola alla deriva) Associazione Culturale “Teatro dei Dioscuri” di Campagna (SA)
La compagnia vincitrice della scorsa edizione ci ha abituato ormai ad allestimenti scenici originali e di rara bellezza: anche in questo caso le aspettative non vengono deluse. La messinscena, omaggio a Eva Franchi, traduttrice del testo, evoca atmosfere surreali e oniriche avvalorando il valore a-spaziale e a-temporale dell’opera scritta da Patrick Quintal. Gli attori entrano in pieno nello spirito di “Kraken”. In un luogo imprecisato su una spiaggia compare una barca a bordo della quale vi è un uomo misterioso: un pescatore? Un guaritore? Forse un mago? L’opera è una metafora della vita umana che sancisce l’impossibilità di separare la vita e la morte, il bene e il male, elementi indissolubili e correlati nell’essere umano.
Smith & Wesson Compagnia “Il Grappolo APS” di Siena
Per la sua prima apparizione al Festival la Compagnia “Il Grappolo” si affida ad una pièce teatrale moderna scritta da Alessandro Baricco: “Smith & Wesson”. A dispetto di quanto lasci intendere il titolo, però, l’autore non vuole fare riferimento ai due produttori americani di armi da fuoco, quanto piuttosto a due individui sconosciuti, tali Tom Smith e Jerry Wesson. La narrazione che ha come sfondo le cascate del Niagara è tutta racchiusa nei serrati dialoghi tra Tom, inventore e meteorologo. e Jerry, un pescatore di cadaveri, ai quali si aggiunge la follia della giovane giornalista Rachel. La compagnia si serve dell’ironia pungente del testo per inscenare un’ottima e coinvolgente prova attoriale utilizzando una scenografia essenziale ma molto efficace.
Tre sull’altalena Compagnia “Ronzinante Teatro” di Merate (LC)
Per la debuttante Compagnia “Ronzinante Teatro” un classico moderno del compianto Luigi Lunari, figura di spicco del teatro contemporaneo molto legata al Festival. “I tre sull’altalena” può essere definito l'”Aspettando Godot” italiano, dove a far da padrona della scena è anche qui l’attesa. I tre personaggi (un professore, un industriale e un ex militare) sono sconosciuti uno all’altro e si ritrovano nello stesso luogo per tre diversi appuntamenti: inspiegabilmente però essi sono convinti di essere giunti a tre indirizzi diversi. Dal paradosso-equivoco prende il via il dialogo sottile tra comicità e riferimenti filosofici che la compagnia interpreta con grandissima convinzione, caratterizzando i tratti dei personaggi e calzandone perfettamente la fisicità. La particolare regia punta su un’efficace ruvidità degli attori, rendendoli ancora più realistici, più umani, e utilizzando appunto una scena rustica ma essenziale.
Stravaganza Associazione Culturale “Libertamente” di Monza
Esordio per una compagnia legata fortemente alle tematiche sociali e che da tempo si occupa del rapporto tra pazzia e normalità: l’Associazione Culturale “Libertamente” ha sviluppato un percorso culturale che ha portato a realizzare una Trilogia sulla follia, di cui “Stravaganza” rappresenta l’ultima parte. Lo spettacolo muove da un testo di Dacia Maraini: in un manicomio cinque malati si tengono compagnia, si raccontano, litigano e ridono di sé e degli altri. La scena essenziale e scarna (pannelli per limitare il fondale, sedie, sgabelli e coperte) e l’esiguo uso di luci e qualche musica riportano l’attenzione sul lavoro degli attori, bravi nell’interpretare in modo genuino senza mai scadere in manierismi accademici il delicatissimo ruolo dei malati di mente.
La Locomotiva Associazione Culturale “Il Satiro Teatro APS” di Paese (TV)
Nella 67° edizione del Festival Gigi Mardegan aveva entusiasmato la platea con la storia di Ugo nello spettacolo fuori concorso “Mato de Guera”; torna per la 74° edizione, questa volta in gara, con una nuova impresa: “La locomotiva”. La pièce, un monologo a più voci ambientato durante il viaggio che nel 1921 condusse a Roma la salma del milite ignoto, porta in scena cinque personaggi: Il macchinista dedito al lavoro, la donna vestita a lutto, l’anarchico, il poeta-astrologo e il cappellano militare. L’attore si destreggia magistralmente in ogni carattere, mostrando una presenza scenica invidiabile a qualsiasi protagonista. La sua grande sensibilità ci trasporta totalmente nella narrazione facendoci spesso dimenticare il suo inseparabile dialetto veneto e rendendo la lingua della sua performance unica e universale.
Edipo Re Compagnia “Calandra” di Tuglie (LE)
Una complessa interpretazione del mito creato da Sofocle per il debutto dell’Associazione Culturale “La Calandra”. La compagnia, in un minimalismo cromatico di costumi ed elementi scenografici, colloca il suo “Edipo Re” in una piazza senza tempo, in un paese che è ogni luogo, dove troneggia su un praticabile la bianca sagoma stilizzata di un albero. L’eroe sofocleo viene diviso in tre diversi momenti per tre diversi attori, a rappresentare la frammentazione dell’io davanti al fondo tragico della verità appresa. L’espediente scenico di un prologo legato alla figura sinistra ed enigmatica dell’oracolo di Delfi proietta il pubblico in una dimensione più consapevole dell’ineluttabile destino del figlio di Laio, in quello che rimane uno dei più grandi classici della storia del teatro mondiale.
Spettacoli della rassegna “Vetrina Pesaro” Dedicata ai drammaturghi pesaresi
A te che mi hai rubato il cuore. Vincenzo Peruggia e il furto della Gioconda Compagnia “Danza e Parola” di Roma
Viene presentato fuori concorso l’ultimo lavoro della compagnia di un volto non estraneo al Festival, Maury Incen, autore pesarese, attore e coregista, insieme a Michela Barone, di questo nuova impresa della compagnia “Danza e parola”: “A te che mi hai rubato il cuore”. Ci troviamo all’interno di un appartamento piccolo e spoglio: un tavolino con due sedie in un angolo e un lettuccio al centro. Accatastati ovunque, alla rinfusa, pennelli, colori, barattoli di vernice. Siamo a Parigi nel 1911. Il racconto prende le mosse dal furto della Gioconda, avvenuto realmente in quell’anno ad opera di Vincenzo Peruggia, immigrato italiano che si guadagna da vivere come può, tra vari espedienti e il lavoro di decoratore presso il Louvre. Lo incontriamo subito dopo aver compiuto il suo crimine, mentre si confessa e si confida alla sua “preda” quasi come se fosse una persona in carne e ossa. Lo spettacolo è un alternarsi tra monologo e danza raccontando con rara sensibilità una storia di arte e passione.
Vola Compagnia “LuMe” di Pesaro
Esordio al Festival nella rassegna “Vetrina Pesaro” per il duo artistico formato dalla danzatrice e performer pesarese Maria Sacchi e dalla scrittrice urbinate Giulia Terenzi. Portano in scena “Vola”, tratto dall’omonimo libro di Giulia Terenzi. Uno schermo proietta le immagini di Marylin Monroe nel famoso siparietto “Happy Birthday Mr. President” e, poco dopo, una voce fuori scena ci introduce alla storia. Marylin è Maria, la giovane protagonista di questa vicenda d’amore disperata e folle. Maria si ammanta dell’icona dell’immortale attrice per raccontarci la radiografia del suo amore in un monologo intenso e appassionante. Il corpo e la voce suadente ricordano quelli di Marylin ma raccontano una storia molto personale e al contempo universale, fatta di sogni e delusioni, dolcezza e disperazioni.
74° Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro
