La pupattola, una poesia di Rosalba Angiuli

La pupattola

La pupattola è caduta a terra

E si è spezzata per sempre…

Adesso giace con gli occhi chiusi

Attorno solo il silenzio!

I vestiti sparsi sul letto

Le cose gettate alla rinfusa qua e là!

Qualcuno entra nella stanza

E raccoglie i cocci…

Porta via quello che è rimasto della pupattola,

Tocca gli oggetti

Scava nei ricordi.

Di lei è rimasto solo l’odore

Ad impregnare l’aria…

Ed il suo nome…

Chissà dov’è ormai

La povera pupattola…

In quale dimensione è stata proiettata…

In quale spiaggia è approdata…

Chissà se conosce la verità!

Rosalba Angiuli

Poesia tratta dalla raccolta poetica “Inno alla Morte”, Bertoni Editore, Curatore Bruno Mohorovic

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  1. MORBOSA PRIMAVERA 2020 – 2021

    Da primavera a primavera
    È il tempo sacrificato al morbo,
    Ignaro prigioniero di un atteso futuro
    In questa tormentata era

    Confuso e con speranze incerte
    Per quel vitale vento che spegne
    Vite non completamente vissute
    In un mondo che rimane inerte

    Alito malsano che la vita umana toglie,
    Mentre fra il sasso spinge il nuovo fiore
    E da alberi, che sembravan morti,
    Escono prepotenti nuovi rami e foglie

    Ritornano nel nido tanti uccelli
    Che con rituali danze si corteggiamo
    Chiusi nell’uovo crescono nuove vite
    E nel silenzio s’ode il canto dei fringuelli

    Non per me questa forza vitale preme
    Depresso, con lo sguardo volto al vuoto
    Bevo vino che si è mischiato al pianto
    Per ciò che la mente e il cuore teme

    Stagione che un tempo generava gioia
    Oggi è tristezza e a volte pianto,
    Privato degli affetti e degli amori
    Innocente prigioniero fra divieti e noia

    Morbo che annulla le stagioni
    Che toglie bellezza alla primavera
    E non dà certezza alcuna alla speranza
    Per far morir l’autunno senza ragioni.

    Vitaliano Vagnini (21 marzo 2021)

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  2. (Altro inno alla morte)

    UN TRISTE PENSIERO

    Se penso al passato
    al tempo sprecato,
    nel rincorrer le cose
    che non valgono niente…

    Se penso al presente,
    al dolce far niente,
    annoiato e ingessato
    aspettando la morte…

    Che triste sorte!
    Esser polvere inerte,
    non veder più la luce,
    rimanere allo scuro

    Di ciò che porta il futuro…
    che è dietro a quel muro!
    Non c’è alternativa
    e un po’ mi spavento.

    Il pensiero va lento,
    vuol andar controvento.
    Quella sorte segnata
    il cuor non l’accetta,

    ma il tempo l’affretta
    e lo squittir di civetta
    preannuncia lontano
    di lasciar ciò che amiamo.

    Vitaliano Vagnini

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  3. RECONDITE ARMONIE

    Da stelle, luna, sole e orbitanti pianeti
    Insondabile è l’ingegno seminato
    Nel vasto universo sconfinato
    Ricolmo di ordinate galassie

    Fisiche Leggi regolano i movimenti,
    C’è ordine e straordinaria armonia.
    Tutto sprigiona potente energia
    Che sostiene il micro pianeta vivente

    I muti cieli, con luci che squarciano il buio,
    Diffondono stupore, conoscenza e amore
    Nel pensiero dell’uomo e nel suo cuore.
    E in questa immensità mi sento perso

    Chi sono e per quale scopo esisto?
    Perché l’universo mi sostiene in vita?
    Come posso io fargli cosa gradita?
    Sono domande che cercano risposte.

    Vedo bestie, uccelli e creature marine,
    Se smetto di mirare il cielo e guardo a Terra,
    E nella mia mente inizia un’altra guerra:
    Chi dà a questi il potere di generar la vita?

    Miracolo che investe fauna e flora
    Capace di generar la propria specie.
    Lo vedi nel fiore, nel pesco e nella noce,
    Nonché nell’elefante e pur nel moscerino

    Con miriadi forme e sublimi profumi,
    Sono i fiori con gamme infinite di colori,
    che si trasformano in frutti di graditi sapori
    E lo fanno senza scopo di lucro.

    Se t’immergi nel mare, scopri altri segreti.
    L’uomo, da tutto questo è circondato,
    Ma per lui tutto è ormai scontato
    E pochi cercano risposte alle domande.

    Meditar su tutto questo eleva l’uomo.
    Innesca nel cuore l’amore per la vita
    E il desiderio che la guerra sia bandita,
    Per imitare l’eterna pace universale.

    “Considerate la vostra semenza”.
    Esortò il poeta color che son perduti,
    a non “viver come bruti”
    “ma seguendo virtù e conoscenza”.

    Vitaliano Vagnini

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