Presentazione dell’antologia “INNO ALLA MORTE”, curatore Bruno Mohorovich, Bertoni Editore

Spesso ci si chiede: “Che cos’è la poesia?”, ma non si riesce a dare una risposta concreta, universale e valida per tutti. La poesia, infatti, è tale perché suscita emozioni che variano da persona a persona. L’uomo non inventa una poesia, perché questa nasce dal proprio animo. Ciascuno avverte la necessità di esprimere i propri sentimenti e c’è chi per farlo decide di prendere un foglio e una penna in mano e di cominciare a scrivere alcune parole che a primo impatto sembrano non aver senso. Queste parole, in realtà, servono a far riflettere, a far pensare e immaginare. La poesia può nascere da un semplice gesto, da un semplice evento e può trattare argomenti infiniti. Può riguardare l’amore, la morte, la fiducia, la guerra, la famiglia e tanto altro.

A tale proposito, Sabato 20 marzo, alle ore 16,00, nel gruppo Facebook: “I LETTORI DELLA BERTONI EDITORE” sarà presentata l’antologia “INNO ALLA MORTE”, a cura di Bruno Mohorovich. La raccolta poetica, facente parte della trilogia “INNO ALL’AMORE”, “INNO ALLA MORTE” e “INNO ALL’INFINITO”, verrà riproposta il giorno seguente, Domenica 21 marzo, nel corso di un evento on line il cui programma è visibile nella locandina a seguire, in occasione della Giornata Mondiale della poesia, e vede la luce grazie agli scritti di ben 130 poeti.

Afferma nell’introduzione il curatore Bruno Mohorovih parlando della morte: “Dalla morte siamo portati a rifuggire, perché nel mondo occidentale è forte la paura; essa rappresenta il momento disperato, la fine del corpo, degli oggetti e degli affetti che abbiamo fatti nostri in quell’arco di tempo che è la vita. La morte spaventa: è il distacco definitivo dalle cose materiali con le quali ci siamo identificati trascurando nella quotidianità vissuta anche freneticamente, il valore della vita interiore. E può apparire sconcertante che, solo nell’approssimarsi di essa, nel sentirsi minacciati dalla fine imminente si riesca a cogliere e dare importanza alle tante piccole cose che ci circondano e che fino ad allora abbiamo trascurato o date per scontate. Come aggrapparsi ad un vaso di fiori, ad una pianta, un soprammobile. Quando nasciamo non abbiamo esperienza, quando moriamo abbiamo preso consapevolezza di ogni attimo della nostra vita”.

Continua Mohorovic facendo riferimento al presente: “Le drammatiche immagini dalle corsie d’ospedale, la solitudine di quanti esalavano l’ultimo respiro lontani dai propri cari, le centinaia di migliaia di morti di questo ultimo anno ci hanno posto di fronte alla nostra fragilità e provvisorietà e ci hanno fatto vedere, toccare e vivere tutta intera la terribile angoscia dell’annullamento”.

E conclude: “Le poesie di questa antologia tendono proprio, con le loro parole, con le loro colorate immagini, con i loro versi, siano essi liberi o dettati da una giusta metrica, a percorrere il duplice binario di accettazione, intesa come adattamento e visione del futuro e di negazione che ne configura la stagnazione. E gli autori di questa raccolta affrontano il tema rifugiandosi in quella che è una delle peculiarità del poeta stesso: la solitudine che è silenzio, situazioni che sono un momento importante nell’accoglimento della morte e della vita”.

Rosalba Angiuli

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