Guerriero, una poesia di Rosalba Angiuli

Adesso fermati,

Siedi con me guerriero,

Ascolta le favole che raccontano di noi.

Quasi per caso ci siamo trovati,

E per magia ci siamo rinchiusi in questa bolla,

Nella quale insieme ci spostiamo.

Siamo così noi,

Costretti in un tempo fuori luogo,

Schiavi del complicato,

Nemici del quieto stare.

Leggiamo le nostre storie

Che sono vere,

Che sono belle,

A volte felici,

A volte tristi.

Siamo proprio noi,

Che congiungiamo ancora il filo del nostro essere,

E rigettiamo insieme le nostre sfide al mondo.

Rosalba Angiuli

Poesia tratta dal libro “Epoca” di Rosalba Angiuli, Bertoni Editore

Bassorilievo dell’artista Pippo Parisi

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  1. Viaggio “d’un Bsares” a Napoli

    “NUN TE PREOCCUPÀ!”

    Vi narro cosa a Napoli ho imparato

    In un solo giorno guidando o passeggiando,

    Fra un barbone, un ricco ed un soldato,

    semplicemente sbirciando ed ascoltando

    Cose che al nord ci creano tensioni,

    che tolgono il sonno e generano ansietà,

    Ma non per chi vive fra i botti e le canzoni

    Come l’allegra gente che vive proprio qua

    Ammiro la montagna Vesuviana,

    Che si specchia su un mar che toglie il fiato

    e fuma sempre, ma non la marijuana,

    e lungo il viale passeggia ogni innamorato

    Entro in un Bar per fare colazione

    E sento: “C’è u cafè sospeso. U vole stu caffè?”

    È la voce del barista che mi dedica attenzione,

    Ma io, sorpreso, guardo in alto per veder dov’è.

    Il barista chiede: “Ma lei non è di qui?

    U cafè suspeso… è già pagato,

    Ma viro che nun intende chillo c’aggià dì!

    Chillo che lo dona, vole che sia regalato!”

    Fuori sento schiamazzi e grida di persone

    E il barista mi dice: “Nun te preoccupà.,,,”

    Gli chiedo il motivo di questa confusione

    E lui dice: “È nostra usanza chilla d’alluccà.”

    Riprendo il viaggio cercando di capire

    Guidando in queste vie che generano tensione

    Dove, per questo vivace e gioioso modo di agire,

    Occorrono cento occhi e tantissima attenzione

    Al semaforo c’è il verde, ma sono in stallo,

    Perché dall’altro lato tutti passano col rosso,

    Quindi mi fermo, e intanto arriva giallo,

    E temo che qualcun mi viene addosso

    Dall’auto dietro a me scende un uomo bruno

    E con far gentil mi parla al finestrino:

    “Abbiamo solo tre colori, ne scelga uno”

    Poi torna tranquillo a sedersi sul pulmino.

    Vendono ogni cosa nei negozi e pure per la via

    Stesi su teli vedi, cinte e mutande nei cestelli,

    Son tutti impegnati a promuover l’economia

    e se poi piove sostituiscono la merce con ombrelli

    Nulla li turba e non temono il futuro

    Risate e canti senti venir da ogni finestra

    Anche se la terra trema fendendo il muro

    Provano gioia per una pizza o una minestra.

    Noi siam diversi e molto negativi,

    Viviamo male tutti i tristi eventi

    Sembriamo morti anche quando simo vivi

    E raramente ci vedono contenti

    Vediamo crescere nel mondo il malaffare

    Fra le false promesse di chi governa

    E sappiamo che se fuggi, rischi d’affogare

    E l’egoismo regna

    Si muore di violenza urbana o casalinga,

    Muore la speranza nel vecchio che ha aspettato  

    Muore mentre s’inietta al braccio la siringa,

    Il giovane drogato 

    Svanisce nel mondo l’allegria

    Ma l’orgoglio ne impedisce l’ammissione

    Ognuno finge gioia con rituale ipocrisia

    Mentre nasconde delusione

    Vorrei attingere da Napoli quel genuino brio

    Che in nessun altro paese qualcuno troverà,

    Dove ognun dice, al camorrista o a Dio:

    “Nun te preoccupà!”.

    Vitaliano Vagnini (25 maggio 2024)

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