“Parlerò di te”, Bertoni Editore è la nuova silloge del poeta Bruno Mohorovich

Dice Sergio Tardetti a proposito della nuova silloge del poeta Bruno Mohorovich dal titolo “Parlerò di te”, Bertoni Editore (opera di copertina e illustrazioni interne a cura di Mara Pianosi): “Per chi, come me e molti altri, ama la poesia, incontrare Bruno Mohorovich è stata una di quelle fortunate casualità, che, a volte, si credono persino inscritte nel destino, capaci di portare nuova luce in ogni anima alla ricerca di se stessa e delle ragioni del suo essere. E non intendo riferirmi soltanto all’incontro con la persona, ma anche a quello con la sua poesia e la sua poetica”.

E aggiunge: “Le liriche di Bruno Mohorovich sono spesso simili a montagne da scalare, non inaccessibili, ma certamente impervie. La vista che si gode da lassù, tuttavia, ripaga della fatica e dello sforzo compiuto, spazia sopra un’umanità che avverte confusamente il senso di un sentimento amoroso, che viene declinato in tutte le sue innumerevoli formulazioni”.

“Anche il titolo della silloge, “Parlerò di te”, è un’indicazione programmatica: non troverai altro che te nelle mie parole, dice il poeta rivolto alla sua donna. È l’iscrizione che viene posta all’ingresso di questa tormentata ascesa, prima di giungere alla visione finale, un cammino penitenziale non dissimile da quello che Dante compie nel secondo regno, in direzione di Beatrice. Anche lungo questo itinerario si alternano momenti in cui la volontà di raggiungere la vetta si trova a dover combattere con l’incertezza di quello che attende il poeta, incertezza che si percepisce fin dai primi versi, in cui l’autore si definisce “poeta senza poesia” e chiama follia questo suo scrivere e parlare di lei. Una lei non così umanamente umana e divinamente divina come Beatrice, una materialità trasformata in immateriale dalla poesia di Dante; l’autore ribadisce che ciò che sta scrivendo è diretto a una lei nata dalla sua fantasia, una figura ideale che ha il compito di riassumere in sé l’intero universo femminile. Prima di affrontare l’arduo cammino, il poeta sembra soffermarsi quasi dubbioso, si guarda intorno nel tentativo di vederla, o, piuttosto, di immaginarla riflessa nel vetro di una finestra. La ricerca spasmodica di lei lo porta a cercarla ovunque, ne intravede a tratti l’immagine, ne avverte la voce, prova il desiderio di averla accanto, per godere della sua presenza, anima e corpo”

E ancora: “Le poesie di Mohorovich sono poesie d’Amore, nel senso più alto e ideale del termine. In una continua intima conversazione, il poeta chiede all’amata di parlargli, ma anche, al tempo stesso, di attendere, in quell’attesa tra l’intenzione e la parola, un profondo silenzio nel quale possono accadere molte cose. Le foglie ritornano a comporre i consueti tappeti autunnali, le mani si arrestano per tornare ad accarezzare “i lampi”degli occhi di lei. Poi, il poeta le chiede di parlare senza attendere, si lascia sommergere dalle parole di lei e si perde in questo gioco di suoni e di silenzi. Una donna “di cielo e di grano”, la definisce in un verso, una donna della quale lui vuole parlare a tutto ciò che lo circonda, alla“sbiadita notte”, ai lampioni, alle onde che percuotono gli scogli (e qui torna ancora una volta il richiamo irresistibile del mare), persinoalle foglie ingiallite e al portone accanto al quale la attendeva”.

Guido Buffoni ha curato la prefazione di “Parlerò di te”, sue queste parole: “Perché il futuro? È forse il poeta che si accinge ad una spregiudicata comunicazione del suo amore? E poi… perché “di te” e non… “di noi”? Si proprio “di noi due” perché quella di Bruno Mohorovich è una vera dichiarazione di intendimenti tra due persone che vivono l’amore in tutti i suoi aspetti; anche quelli meno avvenenti o più infruttuosi per di un divenire confuso e non sempre rassicurante. Le sue parole inoltre, finemente intrigate in delicatissimi versi, costituiscono l’essenza di un vero e proprio dialogus mimetico con se stesso, e non di un semplice e sterile monologus, nel quale egli si confronta instancabilmente con la propria solitudine nell’eterea presenza di lei”.

“Bruno Mohorovich non termina il suo dire con l’ultimo foglio. Anzi lo reitera ogni volta come se fosse la prima, riprendendolo sempre dall’inizio, dal titolo per capirci, come se l’incastro delle parole divenisse il cardine fondante della propria e dell’altrui esistenza. È un“essere sempre sul punto di raccontare ”la meravigliosa fiaba dell’amore nella quale chiunque può ritrovarsi con l’entusiasmo di rendere reale quello che forse non c’è o quello che palesa la verità solo nella nostra essenza di animali pensanti. È una sorta di perifrastica attiva, quella di Bruno, che se pur nella indeterminatezza della sua forma, lo pone ogni volta su punto di rinvigorire affetti, amori, desideri, illusioni… , nella sempre verde consapevolezza di un’azione letteraria di effetto e di valore, dalla quale non può e non potrà mai discostarsi. Ecco che allora, alla stregua di un vero participio, un futuro imminente è d’obbligo. Parlerò di te, meglio… mi sto accingendo a parlare di te “… amore della mia vita”.Solamente di te… attraverso me. Perché l’amore si consuma in due, anche se non corrisposto. Se c’è chi ama è assolutamente necessario che ci sia l’oggetto dell’amore. Un po’ come dire che non esiste l’uno senza il due, perché è proprio lì che l’ “esserci” nasce, e si valorizza solo con la presenza dell’altro. E non è importante il suo nome: Maria, Carla, Rosa… l’importante è che lei ci sia e che ascolti in silenzio quel gettito fecondo di emotività, senza la quale nessuna passione può vivere anche quando non è concesso rimando”.

È per te questa penna

che prova

a scriverti una poesia

Ogni verso che fisso su questo foglio

è per te.

Nel chiaro concerto di stelle e luna

nel notturno volo di una farfalla vagabonda

nell’aria flebile d’una sera d’estate

nel profumo che spande fiori

tra note di musica che compongo

ma non so suonare

cerco di dirti,

il diletto di pensarti

la delizia del tuo abbraccio

l’incanto di sentirti vicina.

È per te,

quest’uomo che pensa d’esser poeta

per te

A cura di Rosalba Angiuli

Opera di copertina e illustrazioni interne di Mara Pianosi

Lascia un commento