
“Inno all’Amore” a cura di BRUNO MOHOROVICH è il primo volume di una trilogia edita da Bertoni Editore che comprenderà altre due antologie di prossima pubblicazione: “Inno alla morte’ e “Inno all’Infinito’.
Nell’introduzione di “Inno all’amore” a cura di Bruno Mohorovich”, lo stesso parlando dell’amore dice: “Non si sa come, non si sa quando e non si sa neanche perché. Eppure succede, è successo, succederà. Così d’improvviso… affascinante, sofferto, romantico, tormentato, voluttuoso, passionale, concupiscente, l’amore è quel sentimento in grado di suscitare una miriade di emozioni nell’animo umano, senza che nessuno possa mai rimanerne indifferente. Un tema cui nessuna arte ha saputo o potuto sottrarsi. Travolge, stravolge, fa crescere; la sua emotività dirompente riporta alla luce sentimenti che sono legati ai ricordi che fanno riemergere nostalgia, tenerezza, dolore e anche rabbia. Una parola, amore, che in quanto tale “ha un ventaglio di connotazioni molto diverse, anche seri conducibili a quel magma indefesso che dentro le recondite pieghe del nostro essere si agita. Tempestoso, tutte a dispetto di ogni possibile quiete o di ogni conclamata felicità. Esso ha una forza impalpabile e indeterminata che ha condotto lui e lei ad incrociare le loro strade in un medesimo luogo dove scambiarsi uno sguardo, un sorriso, un gesto, una parola. Amore non è solo “amor” dove s’intende un’attrazione esteriore, viscerale; e non è neanche solo “kama” (dal sanscrito, desiderio, passione). Amore è quella sensazione assoluta che si coniuga con amare che vuol dire desiderare il meglio per l’altro, permettere all’altro di essere felice; è la capacità di donarsi e donare senza ricevere nulla in cambio; è affidare la propria vita alle mani di un’altra persona. Questo hanno voluto testimoniare con i loro versi i 110 poeti ne “Inno all’Amore”, primo volume di una trilogia edita da Bertoni Editore che comprende “Inno alla morte” e “Inno all’Infinito”; antologia che celebra la festa degli innamorati nel giorno di san Valentino, santo patrono di Terni e ad esso si fa risalire la tradizione – anticamente essa trova le sue origini nei “Lupercalia” romani – avendo egli donato una somma di denaro ad una ragazza povera come dote per il matrimonio che altrimenti non avrebbe potuto contrarre. E noi abbiamo raccolto questa “eredità”, donando e ricevendo parole dolci e spensierate, nostalgiche e sofferte affidandoci sin da giovani, non solo all’ingenua poesia che il momento richiedeva ma alle lettere, quelle lettere d’amore che Pessoa dice “sono ridicole / non sarebbero lettere d’amore / se non fossero ridicole / […] /Solo coloro che non hanno mai scritto / lettere d’amore / sono ridicoli”. Una… “ridicolaggine” cui non ci siamo sottratti, così come si sono spedite le cartoline con gli innamorati, le cosiddette “Valentine” con le quali si dichiarava la propria passione per l’innamorata/o che, e che al di là del loro estrinseco significato, sono state una documentazione del mutamento dei costumi e della moda che hanno segnato il secolo scorso. Ahimè – concedetemi questo rimpianto – lettere e cartoline hanno perduto il loro caro primato in favore dei social e di una messaggistica fatta di simboli e parole contratte e costrette in singoli suoni; e gli stessi muri tra i giovani sono divenuti un veicolo di comunicazione amorosa che travalica il personale in favore del dominio pubblico con la forza travolgente della gioventù che per testimoniare il proprio amore ricorre aversi di poeti celebri o ad espressioni sincere e immediate, del tipo “sappi che ti penso”, “era una vita che ti stavo aspettando”, “ti va di essere felici insieme?”. Comunque cambi, qualsivoglia forma assuma la storia d’amore sia essa vissuta o anelata, questo sentimento profondo che è vita, forza vitale, non si sottrae al gioco degli sguardi, quella magia che si fa sentire nel silenzio, alla forza devota, semplice dei versi che si trasmutano nei pensieri dell’altro e ne riconoscono l’esistenza tanto da guardare alla sua vita che non ci appartiene ma è essenziale”.
L’Antologia poetica a cura di Bruno Mohorovich, della casa editrice Bertoni, è stata realizzata, come sopra scritto, grazie all’impegno di 110 Autori vari, alcuni dei quali di origine pesarese e fanese. Gli Autori possono leggere la loro composizione realizzando un video non obbligatorio da inviare alla casa editrice entro domenica 7 febbraio.. Chi avesse problemi a realizzarlo ma avrebbe il piacere che la poesia fosse letta, può comunicarlo alla mail j.bertoni@outlook.it Il costo dell’opera è di 18 euro (è previsto uno sconto per gli autori). L’antologia può essere acquistata prenotandola sul sito webwww.bertonieditore.com
Rosalba Angiuli
