Adriano Gamberini, Lo stupore dentro

Mostra a cura di Paola Gennari Centro Arti Visive Pescheria – Pesaro18 dicembre 2020 -31 gennaio, prorogata fino al 28 febbraio 2021. Grande successo per l’intervento di urban art con le immagini fotografiche di Adriano Gamberini che vivono sulle vetrate della Pescheria: la mostra “lo stupore dentro” continua con proroga ed è fruibile in piena sicurezza dalla strada fino al 28 febbraio 2021.

Grande successo per lamostra“Adriano Gamberini – lo stupore dentro” visitabile dall’esterno del Centro Arti Visive; da dicembre sta catturando l’attenzione e l’ammirazione del pubblico che potrà apprezzarla più a lungo del termine previsto (31 gennaio), fino al 28 febbraio 2021. Si tratta di una novità assoluta, progettata da Fondazione Pescheria e organizzata in collaborazione con il Comune di Pesaro –Assessorato alla Bellezzae la Regione Marche, in risposta alle normative anti Covid. La fotoinstallazione del fotografo marchigiano, a cura di Paola Gennari, grazie ad un allestimento innovativo che si ispira alle suggestioni della street e della urban art, èfruibile in sicurezza passando per via Cavour e lo sarà per un altro mese.Trasformando il limite di accesso ai musei in un’opportunità, il perimetro vetrato del loggiato della Pescheria, diventa supporto scenografico per grandi pannelli digitali che ogni giorno, dalle 17 alle 22, trasmettono uno slideshow, in cui le immagini di Gamberini si alternanoogni 30 secondi. Si può ammirare una selezione accurata di scatti realizzati dal 2000 ad oggi, tratti dalle diverse serie dedicate ai “Frammenti di umanità”(Americhe, Sguardi, Religione, On the road), che contraddistinguono da sempre il suo lavoro, ed alla più recente serie “Paesaggi”, che costituisce una novità. Completa inoltre la mostra, un video sull’artista, con voce narrante di Lucia Ferrati, realizzato per l’occasione. Adriano Gamberini, nato a Sant’Angelo in Vado (1947), vive e lavora a Fano. I suoi scatti si fondano su un lirismo emozionale e su un istinto naturale: rivelano volti, persone, storie, paesaggi davanti a cui soffermarsi a meditare, a riflettere su come l’uomo possa, nonostante tutte le brutalità, ancora sognare, abbandonarsi all’immaginazione e dare un senso alla propria vita. Le sue foto sono state scelte da importanti istituzioni tra cui Amnesty International.Gamberini predilige fotografare l’essere umano e tutto ciò che è testimonianza di vita. Non fotografa ciò che vede, ma fotografa ciò che sente; quello che chiamiamo semplicemente realtà o quotidiano, viene trasformato e catturato in uno scatto, dove la forma diventa anima della cosa fotografata, riesce a scavare dentro ogni esistenza toccando l’intera essenza dell’essere umano per l’eternità. Le sue fotografie ci aiutano a conoscerci meglio, a capire chi siamo, chi è l’uomo realmente, con le nostre bellezze, le nostre forze, le nostre mostruosità e le nostre fragilità. “A volte penso di fotografare non ciò che vedo, ma ciò che provo” sostiene Gamberini; non conta tanto il mezzo utilizzato bensì la storia personale di chi fotografa, la sua famiglia, il rapporto simbiotico e straordinario con la moglie Giusi, sostenitrice coraggiosa e forte compagna di viaggi. Nei suoi scatti appare l’inconscio, l’istinto, la parte più segreta e irrazionale.

Alessandra Zanchi
UFFICIO STAMPA

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