Il Mandracchio

L’edificio in laterizio conosciuto come “Mandracchio”, nella frazione di Marina di Montemarciano lungo la Strada Statale 16 (in passato Via Litoranea,) è un interessante esempio di architettura composita e stratificata che testimonia l’evoluzione delle varie fasi insediative nel territorio di “Case Bruciate”, nome che la frazione ha conservato fino al 1938. La sua posizione strategica gli ha infatti consentito di prestarsi a varie destinazioni d’uso: da casa-torre malatestiana a importante scalo marittimo e deposito per cereali e sale, oltre che posto di guardia e gabella, osteria e albergo al servizio dei viandanti, nonché stazione di posta e, occasionalmente, anche luogo di acquartieramento per i soldati in transito, fino al più recente e caotico uso come falansterio (grosso caseggiato popolare), come spazio di lavoro per artigiani e di rimessaggio per le barche. Durante il XVIII e XIX secolo permane l’uso del Mandracchio – presidiato costantemente da guardie – come osteria, scalo portuale, servizio di posta e deposito per prodotti agricoli, anche se già dal Settecento era fortemente aumentata la distanza dalla riva dal mare, con conseguenti difficoltà nell’impiego della struttura per le esigenze del commercio marittimo, fino a che, intorno al 1830, non scompare del tutto questo collegamento, seppellito dai detriti di ghiaia e rena, i cosiddetti relitti di mare. Nel 1815 il complesso architettonico viene gravemente danneggiato dalle truppe austroungariche, che bruciano porte, finestre, travi e tavoli, spingendosi fino al Casino Honorati (oggi Villa Marzocchi). Il definito declino dell’osteria di posta-cavalli avviene dopo il 1860, a seguito della costruzione della rete-ferroviaria Rimini-Ancona (1861) e Falconara-Roma (1866), che rendono di fatto inutili i servizi prestati fino a quel momento dal Mandracchio. Risale al 1930 la demolizione del piano superiore delle due torri, in corrispondenza dei beccatelli, mentre dopo il terremoto del 1972 la struttura rimane disabitata e inutilizzata. L’ultimo intervento di restauro effettuato è quello del 1988, con lavori di ripristino e di consolidamento della struttura portante.

MASSIMO MAGI

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