
Preceduta dal successo al Festival della Valle d’Itria, dove ha interpretato Zerbinetta in ‘Arianna a Nasso’ di Richard Strauss, Jessica Pratt è stata ieri la protagonista del terzo concerto nel teatro all’aperto allestito in Piazza del Popolo a Pesaro, accompagnata dalla Filarmonica ‘Gioachino Rossini’ diretta da Alessandro Bonato
Soprano, nata a Bristol, Jessica ha debuttato nello spazio di una decade, in oltre trentacinque ruoli, dal Sud America all’Australia, su palcoscenici prestigiosi come quelli di Parigi, Zurigo, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Vienna, Berlino, Barcellona, Amburgo e Sydney, tanto per citarne alcuni.
Ha collaborato con famosi direttori d’orchestra del calibro di Abbado, Santi, Nagano, Frizza, Oren, Rizzi, Minkowski, Noseda, Pidò, Thielemann e Dudamel. Si è esibita come protagonista alla Scala di Milano, alla Royal Opera House di Londra e al Metropolitan di New York.
Raffinata interprete del repertorio rossiniano e donizettiano, collabora da anni con il Rof ed il Festival ‘Donizetti’. Altre collaborazioni includono ‘Belcanto at Caramoor’ di New York, l’Arena di Verona, il Festival ‘Verdi’ di Parma, il Festival ‘Granda’’ di Lima, il ‘Savonlinna Opera Festival’ (Finlandia) e il ‘Dortmund Musikfest’ (Germania). I suoi prossimi impegni includono il ritorno al ‘Metropolitan’ di New York e concerti al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, al Teatro Real di Madrid e alla Cajkovskij Concert Hall di Mosca.
Il concerto di ieri sera, applaudito ed apprezzato dal pubblico, ha racchiuso la sinfonia del Signor Bruschino; l’air de la Comtesse ‘En proie à la tristesse’ dal Comte Ory; la
sinfonia, il recitativo ‘Gran Dio! deh, tu proteggi’ e aria di Amenaide ‘Giusto Dio che umile adoro’ da Tancredi; ouverture e récit ‘Que vais-je devenir?’ et air de Pamyra ‘Ô Patrie infortunée!’ da Le Siège de Corinthe; la sinfonia e la cavatina di Norina ‘Quel guardo il cavaliere’ da Don Pasquale; la sinfonia e il récit ‘C’en est donc fait’ et air de Marie ‘Salut à la France !’ dalla Fille du régiment; l’aria di Violetta ‘È strano! è strano!’ dalla Traviata.
Paola Cecchini
