Che la Musica sia con noi!


(Arte Sella-Forlì, 27-28-29 giugno, 1° luglio 2020)

Che dire a proposito del Festival ‘I Suoni delle Dolomiti’? Anno dopo anno propone l’abbinamento vincente tra luoghi incantevoli ed esperienze indimenticabili, grazie ad una formula consolidata – ma mai uguale a se stessa – che vede grandi musicisti esibirsi tra le più belle cime delle Dolomiti trentine. La musica come linguaggio universale, la montagna come spazio di libertà: è questo il pensiero cardine attorno al quale ruota da sempre un festival che, anno dopo anno, vetta dopo vetta, è diventato uno degli eventi più attesi da chi ama abbinare l’arte e la montagna.
Quest’anno, per la prima volta dopo 25 edizioni, il Festival non si terrà a seguito della pandemia Covid ma – come scrisse il poeta e pittore inglese William Blake – ‘quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono’. Io ci credo fermamente.
Qualcosa di eccezionale accadrà ad Arte Sella (Val di Sella, Borgo Valsugana), il famoso museo con mostre all’aperto realizzate con materiali naturali sullo sfondo delle montagne trentine, dove sabato 27 giugno si terrà un concerto in prima nazionale dal titolo ‘Esercizi e Variazioni’, in cui verranno associate le ‘Variazioni Goldberg’ di J. S. Bach (versione per trio d’archi) agli ‘Esercizi Letterari’ di R. Queneau (traduzione di Umberto Eco).
Saranno in scena il violoncellista Mario Brunello (già vincitore nel 1986 del Concorso internazionale ‘Čajkovskij’ di Mosca, presente in tutte le edizioni de ‘I suoni delle Dolomiti’ di cui ha assunto altresì la direzione artistica nel 2018), il violista Danilo Rossi (dal 1986 prima viola dell’Orchestra del ‘Teatro alla Scala’ di Milano); il violinista Alessandro Quarta (definito ‘il più rock tra i violinisti classici, il più classico tra i violinisti rock, che di Bach si ritiene ‘umile servitore’) e la voce di Alessio Boni (apprezzato attore di teatro, cinema e televisione). Il concerto sarà replicato nella stessa area (Malga Costa, ore 18) domenica 28 e lunedì 29 giugno, nonché mercoledì 1° luglio al secondo Chiostro ‘San Domenico’ di Forlì (ore 21,30), essendo realizzato in co-produzione con ForlìMusicaConcerti di cui Danilo Rossi è direttore artistico.
Il progetto nasce da ‘Arte è vita’ (che dà il nome alla rassegna musicale forlivese), petizione promossa da Quarta e lanciata da Rossi che in epoca di lockdown ha unito i quattro artisti su-menzionati con lo scopo di stimolare la riapertura dei teatri a difesa dello spettacolo dal vivo e contro lo streaming, raccogliendo più di 27.000 firme ed attirando l’attenzione del Governo.
Facendo eco alla lettera aperta in cui il regista Gabriele Vacis invitava a cogliere le sfide imposte dall’emergenza sanitaria immaginando una trasformazione generativa delle modalità di fruizione degli spettacoli dal vivo nei teatri, l’evento (riservato a un numero limitato di persone) si propone di ‘dilatare lo spazio teatro, utilizzando prima lo streaming in una chiave capace di potenziare le peculiarità dell’esecuzione dal vivo, senza sostituirla, per poi arrivare al momento magico del contatto con il suono dal vivo, come una riscoperta dell’emozione di essere a tu per tu con gli artisti’.
Gli spettatori (dotati di cuffie wireless) potranno ascoltare in diretta il prologo del concerto veicolato in streaming, camminando immersi nella natura, scoprendo le opere d’arte disseminate nel bosco, attraversando di fatto uno sconfinato teatro naturale insieme all’ascolto della musica. Infine, in un’ atmosfera di grande intimità, al cospetto di un’opera d’arte, potranno assistere al recital vero e proprio, concepito ‘come un’architettura modulare di 30 variazioni su un’aria e un testo che è composto da 99 modi diversi di raccontare una vicenda apparentemente banale’.
(Prenotazioni: artesella@yahoo.it)

Paola Cecchini

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