A Pesaro è l’ora del silenzio non degli aperitivi

Un lungo Sabato Santo. Pesaro e il suo territorio vivono oggi il giorno di “frammezzo” tra il dolore per la morte di Gesù e la gioia della sua Resurrezione. Non si celebrano liturgie, la comunità è in silenzio, in attesa, a ricordare lo smarrimento degli apostoli dopo la morte di Cristo. Un silenzio che tocca tutti anche coloro che non credono, accomunati dalla medesima speranza di vita. In questi giorni di lutto non c’è spazio per festeggiare sui balconi con aperitivi: scene che vediamo anche oggi a Pesaro. C’è un tempo per sorridere e divertirsi ma non è questo. Non ora che la camera mortuaria di Muraglia non riesce a contenere le salme dei nostri defunti. Mentre scriviamo (25 marzo) festa dell’Annunciazione del Signore, ci sono 63 persone all’obitorio di Pesaro che attendono di essere cremate. Chi ha visto questo strazio racconta di corpi rivestiti solo da un lenzuolo in attesa di una cassa. Il crematorio di Fano è saturo e potrà nuovamente ricevere defunti dal 14 aprile. Per questo molte salme lasciano Pesaro verso Ravenna. Non ce ne vogliate per la crudezza di queste notizie. Visto che non lo dice nessuno ci sentiamo in dovere di farlo noi. Lo facciamo perché siamo convinti che, anche se non sappiamo quanto tempo durerà, questo lungo Sabato Santo è annuncio di Resurrezione. Una speranza che è per tutti, anche per la nostra città.

La redazione de “Il Nuovo Amico” – settimanale delle Diocesi di Pesaro, Fano e Urbino 

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