Conversazione del prof. Gastone Breccia sul tema “I Curdi nel Novecento”

Lunedì 11 novembre 2019 alle ore 17,30 nella sala convegni (g.c.) di Confindustria Marche Nord (via Cattaneo, 34 – Pesaro) la Società pesarese di studi storici propone, in collaborazione con l’Università dell’Età libera, una conversazione del prof. Gastone Breccia sul tema

I Curdi nel Novecento

Conversa con il relatore la prof.ssa Silvia Serini.

Per Kurdistan s’intende comunemente l’area, estesa circa 450 mila kmq (una volta e mezza l’Italia) e abitata dalla popolazione di etnia curda, suddivisa tra Turchia, Siria, Iraq e Iran; ma comunità curde si trovano anche in Armenia e in Azerbaigian. La maggior parte del Kurdistan è situato all’interno dei confini turchi, nell’area sud-orientale di quel Paese, per circa 230 mila kmq; il Kurdistan iraniano è esteso per circa 125 mila kmq, che è il 7,5% dell’intero territorio statale; ci sono poi poi un Kurdistan iracheno, circa 74 mila kmq (cioè il 17% della superficie dell’Iraq) e un più frammentato Kurdistan siriano (18.300 kmq, il 10% della superficie totale della Siria).
Insomma, i Curdi sono un popolo senza Stato: circa 30 milioni di individui, perlopiù musulmani sunniti, la cui lingua appartiene al sottogruppo nord-occidentale delle lingue iraniche (dunque indoeuropee).
Il problema del popolo curdo attraversa tutto il XX secolo, e solca anche le cronache dei nostri anni. È di poche settimane fa il clamoroso voltafaccia del presidente USA Donald Trump, che di fatto ha lasciato gli “alleati” curdi della Siria settentrionale in balia dell’esercito turco, dopo essersene avvalso nella guerra contro l’Isis. Ed è cosa nota che la Turchia considera con apprensione – anche prima di Erdoğan – ogni ipotesi di autonomia curda al proprio interno e tema la formazione di uno Stato curdo alle sue frontiere meridionali.
Come è nato tutto ciò? Che sviluppi sono prevedibili? Se ne parlerà nell’incontro.

Gastone Breccia (Università di Pavia) è esperto di teoria militare, di guerriglia e controguerriglia; ha condotto ricerche sul campo in Afghanistan (2011), nel Kurdistan (Iraq e Siria, 2015) e, di recente, in Corea. Tra le più pubblicazioni: L’arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz (2009); I figli di Marte. L’arte della guerra a Roma antica (2012); L’arte della guerriglia (2013); La tomba degli imperi (2013); Le guerre afgane (2014); Guerra all’Isis. Diario dal fronte curdo (2016); Scipione l’Africano. L’invincibile che rese grande Roma (2017); Lo scudo di Cristo. Le guerre dell’impero romano d’Oriente (2018); Corea. La guerra dimenticata. (2019).

La S.V. è invitata.
Riccardo Paolo Uguccioni

Società pesarese di studi storici via Zongo, 45 – 61121 Pesaro PU

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