Intervista all’attaccante Jonathan Di Carlo. “Gruppo giovane e coeso, fame e cattiveria agonistica per raggiungere la vetta”

Un buon avvio di campionato quello della K-Sport Academy Azzurra, tra gli artefici di questo successo il capitano Jonathan di Carlo, già sei gettoni all’attivo per il puntero torinese, che in carriera, ha vissuto piazze tra Romagna e Marche, con qualche infortunio di troppo che non ha però frenato la sua voglia di giocare. Una storia calcistica, la sua, che si lega a Cesena, Rimini, Cattolica, Marignanese, Riccione 1919, per poi giungere in terra marchigiana tra Avis Valfoglia, Calcinelli e Vis Pesaro. Dalla serie D, passando per l’Eccellenza dove ha vinto un campionato con i riccionesi, a marignano quello di Promozione e poi la Coppa Marche la scorsa stagione con l’Azzurra. E’ qui che Di Carlo trova la sua vera casa, da tre anni e mezzo infatti, nonostante la corte di altre società, non abbandona la maglia: “Nella K-Sport Academy Azzurra ho trovato una società che mi ha trattato meglio di un figlio – dichiara l’attaccante- grande organizzazione e voglia di fare bene, una programmazione che non si trova da tutte le parti”.

Rapidità, tecnica e tigna, le caratteristiche di Jonathan, che con i biancazzurri, ha messo a segno 36 reti da quando è arrivato e la volontà è quella di non fermarsi qui: “Come tutti gli attaccanti il desiderio è sempre quello di raggiungere la doppia cifra stagionale, ma devo dire che l’obbiettivo principale è quello di vincere il campionato. Siamo una squadra che tecnicamente ha un livello qualitativo alto, un gruppo giovane che lavora bene, dobbiamo continuare ad avere la stessa fame e cattiveria agonistica, e chi gioca meno non deve mai abbattersi, remando tutti dalla stessa parte. Da sottolineare poi l’apporto dei nostri giovani provenienti dal vivaio biancazzurro, la società sta lavorando egregiamente sotto questo profilo. La collaborazione con una figura di livello come il maestro di tecnica Ivan Zauli, che ho avuto quando ero a Cesena, ci permette di alzare l’asticella e lo stesso Samuele Fini, con cui ho un ottimo rapporto, sta davvero facendo molto bene”.

Parlando invece del campionato, dopo queste prime battute, che idea ti sei fatto?

“Il campionato di prima categoria che stiamo affrontando è molto livellato, non ci sono squadre materasso. Ci confrontiamo con difese molto toste e la lotta al vertice è indubbiamente impegnativa, noi Fermignanese e S.Orso, quelle che vedo piu’ papabili per la vittoria”.

Fascia di capitano al braccio, una bella responsabilità

“Il capitano in campo sono io, ma il vero e storico capitano è Marco Bellucci, devo a lui la mia crescita come giocatore, ai suoi consigli “da grande”. Ora lui sta giocando di meno e col tempo la fascia è passata a me. Sono un capitano giovane, 26 anni, in una squadra come dicevo giovane, un gruppo unito verso importanti obbiettivi. Invito anche le persone, i nostri giovani atleti e famiglie a seguire le nostre partite allo stadio, la tifoseria fa sempre piacere, per il resto massima concentrazione su le gare a venire”.

Ufficio Stampa

Veronica Lisotti

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