Invito rivolto ai poeti inseriti nell’Antologia MARCHE

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  1. 200° anniversario della poesia di G. Leopardi, L’Infinito, tradotta nelle più importanti lingue del mondo:

    Dialetto Pesarese
    L’INFINIT

    A l’ho tnuda sempre in tel cor sta solitaria colena,
    E cla siep, che da tanta part
    La me impedisc de veda el mer e dò fnisc l’orizont.
    Ma quand am met a seda e a guard,
    Chel spazi senza fen d’la del col,
    Sa chel silenzi sovrumen e cla smisureda pec,
    Me a vag via d’testa fen al punt
    Che am’per ch’el cor s’chiapa paura. E com el Vent
    El cmincia a sfruscè tra cle piant, me al sent a parlè,
    E cl’infinit silenzi, e cla ventileda voc
    A la paragon: e am’ven in ment l’eterne,
    El temp pased dle stagion mort, el temp present
    Clè ancora viv e ancora el parla. Acsè, in mez
    A st’immensità, tut i mi pensir i va a fond, j’afoga.
    E par me, l’è na goduria naufraghè dentra ste mer.

    Vitaliano (Pesaro, 2 giugno 2019)

    L’INFINITO” MALE

    Quel Conte Marchigiano,
    Che annullando rime,
    Col suo pensier mirando vide

    L’eterno e l’infinito,
    A lui fu risparmiato
    Di veder oltre quell’orizzonte.

    Per men di nove lustri (1)
    Non vide l’Epoca Bella,
    Né il Secolo breve che seguì

    Non più quiete e silenzi,
    Ma tuono e fuoco di cannoni
    E morte, ma non di stagioni.

    Foibe, Lager e Gulag,
    Forgiati dal pensiero umano
    Devastato da ideologie perverse.

    Finestre,
    Sull’oblio dell’infinito orrore,
    Che sol la vista del cieco esclude.

    Storia che si vuol cancellare,
    Mentre ancor vivo è il braccio tatuato
    Di chi la visse.

    Triste è il veder, per quelle orrende stragi,
    Il fiero risorger di un nostalgico amore
    Nel cuor e nelle menti…

    Di giovani incoscienti e plagiati
    Da falsa cultura e filosofie contorte,
    Che esaltano la morte.

    Amaro è il naufragar
    In questo mar di lacrime e sangue
    Udendo il grido di chi, languendo, piange

    Vitaliano Vagnini (02 giugno 2019)
    (1) Per men di nove lustri. Leopardi morì nel 1837. La Belle Èpoque iniziò nel 1880 e finì nel 1914. Il Secolo breve iniziò nel 1914 con la 1a guerra mondiale e finì nel 1991 con il crollo dell’Unione Sovietica.

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  2. LE MARCHE

    Dicono che siam dove “l’Italia si piega” *
    Come l’umile fa per ringraziare il Suo creatore
    Riconoscendo i doni usciti dalla Sua bottega
    Creandola con sapienza e grande amore

    Da un lato c’è l’Adrio mare che la bagna
    A sud si siede sull’Abruzzo, col suo bel Piceno
    Intorno ha Lazio, Umbria, Toscana, e la Romagna
    E San Marino, la guarda da un alto colle ameno.

    Varie gamme di bellezza sfoggian le sue sponde,
    Adorne di bouganville e palme di bellezza tropicale,
    Vellutati arenili che dolcemente spengono le onde
    E falesie e promontori dove si scontra il mare

    Il paesaggio agreste a toppe variegate
    Dove i suoi colli si baciano col mare
    E i piccoli borghi che sanno di passato
    Contengono opere d’arte d’ammirare

    Il marchigiano ama e cura questa terra
    Dagli ermi colli ai monti che sembrano sculture
    Come un’opera d’arte la sa rendere bella
    Con la tavolozza variopinta dalle sue culture

    La forza e la bellezza dei sui bianchi bovini
    Un tempo usati per lavorar la terra
    Ora catturano lo sguardo innocente dei bambini
    Trasmettendo serenità e ripudio per la guerra

    I giovani in sella a grosse moto se ne vanno
    Come il lor campione che chiamano: “Dottore”
    Sperando di non fare nessun danno
    Facendo udir con vanto, il rombo del motore

    Dai sui porti il pescatore sbarca del buon pesce
    Che si sposa con il prelibato sapore dei sui vini
    E delle sue fisarmoniche il buon umore esce
    Per rallegrare il cuore di vecchi e di bambini

    Nell’aria senti il profumo di mare e di ginestra,
    Il suono delle foglie del suo possente rovere,
    L’odore di deliziosi cibi esce da ogni finestra
    Cosi che la malinconia tu la puoi rimuovere

    Dal silenzio dei suoi colli, qui vedi l’infinito
    Dai suoi antichi borghi è uscito il genio umano
    Qui tutto è a misura d’uomo ed è addolcito
    Come le sue ciliegie, qui tutto è Marchiano

    Terra d’etereo canto, di Soprani e di Tenori
    Ugole d’oro del Bel Canto e di Stornelli
    Ai quali il mondo intero rese onori
    Gigli, Del Monaco, Tebaldi e pur Corelli

    E qui prese dimora il Mito: Big Luciano
    Sulla Flaminia Bàia che ispira a glorificar l’Eterno
    E in questa terra, su un colle Marchigiano,
    Di fronte all’Adrio mar che non sta fermo

    Scopri la profondità della poesia Leopardiana
    Mentre il vento sfiora quei colli dipinti dal pennello
    Come il crescendo di una sinfonia Rossiniana
    Diretta dalla mano marchigiana del sommo Raffaello

    Vitaliano Vagnini (Aprile 2017)

    * “Dove Italia si piega” sono le Marche. (Descrizione di tutta Italia, di F. Leandro Alberti, bolognese 1553)
    Ancona, o “Ankon” in greco significa gomito, cosi la chiamarono i Greci che la fondarono.

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