Leggere, leggere…. riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

Proponiamo in questo numero due libri diversi fra loro, proveniente dal mondo anglo americano

 

Amanda Craig, giornalista pluripremiata e autrice di numerosi articoli sull’infanzia, ha pubblicato per la casa editrice Asteria LE CIRCOSTANZE. Si trata di una black comedy sullo sfondo della serena e spaventosa campagna inglese Quentin e Lottie Brendin, come molte coppie moderne, non possono permettersi di divorziare. Avendo entrambi perso il lavoro durante la recessione, possono solo affittare la loro casa di Londra e trasferirsi con i tre figli in una remota località del Devon. L’arrivo in campagna, non più visto come un luogo temporaneo di vacanza, ma come un luogo dove bisogna vivere stabilmente, si rivela difficile; gli abitanti sono chiusi, l’atmosfera è cupa, la situazione economica non è brillante e i sentimenti pro-Brexit sono predominanti. Inoltre, la casa che affittano ha un prezzo esageratamente basso, e nessuno spiega loro il motivo. Il paesaggio è incantevole e, tuttavia, nasconde un lato oscuro fatto di povertà, vendetta, abuso e violenza che finirà per minacciarli. Un romanzo dei nostri tempi, dove accanto alle difficoltà sociali, le nuove povertà, si intrecciano tematiche affettive ed esistenziali.

Stepahanie Land è l’autrice di DONNA DELLE PULIZIE (Asteria/Saggi). Anche in questo romanzo la povertà domina in maniera concreta l’esistenza umana. “Questa è stata la mia esistenza nascosta mentre pulivo quella degli altri perché la loro apparisse perfetta”. Per una serie di scelte sbagliate Stephanie Land si trova a essere madre single di una bimba e precipita in uno stato di povertà assoluta. Mentre lavora duramente per tirare avanti, pulendo i gabinetti dei ricchi, destreggiandosi tra una serie di lavori domestici malpagati, lo studio e il complicatissimo mondo dell’assistenza governativa, Stephanie scrive. E racconta le storie non dette degli americani sovraccarichi di lavoro e sottopagati, delle esistenze faticose dei poveri, in una società prova di reti di protezione familiare, all’interno della quale la povertà è considerata una colpa. Ma Stephanie è caparbIa, e scrivere le permette di sopravviere alla propria orribile esistenza e di immaginare un futuro. Alla fine si laurea e viene accettata in una importante struttura giornalistica economica che aiuta a pubblicare giornalismo di qualità concentrato sulle diseguaglianze. E’ un memoir a lieto fine e va controcorrente alla triste e disperata esistenza di tutti i giorni

PAOLO MONTANARI

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