Intervista al Presidente Regionale Marche delle Acli Maurizio Tomassini sul progetto regionale e Follwyourself segui te stesso

Abbiamo incontrato il presidente regionale Marche Maurizio Tomassini, che sta svolgendo un ruolo di grande importanza in questo momento per l’associazione delle Acli Marche, perchè deve assolvere in primis anche alle esigenze di sedi post terremoto, come quella di Camerino ancora inagibile. Tante proposte da parte delle Acli che, in questo periodo, sono impegnate anche per il Reddito di cittadinanza nel loro Caf e soprattutto a sostenere la campagna del progetto Followyourself – Segui te stesso, che ha preso il via in questi giorni.

-Presidente Tomassini, ci può spiegare meglio quali sono le finalità del progetto?

“Il progetto è dedicato all’informazione e alla prevenzione da cyberbullismo e da dipendenza tecnologica ed è promosso dalle Acli delle Marche. L’iniziativa, finanziata con i fondi del Terzo settore della Regione Marche, è realizzata con la collaborazione della cooperativa “Crescere”, dell’Associazione “Virtual View in psychology” e di alcuni partner sul territorio regionale. In sostanza fino al mese di luglio 2019 le Acli marchigiane avvieranno, su tutto il territorio regionale, una serie di laboratori dedicati ai giovani dai 12 anni in su.”

-Anche la stampa nazionale ha denunciato il fenomeno dei figli digitali. Che cosa possono offrire questi laboratori?

“Le generazioni giovanili sono divise da schermi e app. Gli adulti, impauriti, cercano ricette condivise per tornare ad educare. I ragazzi, spesso soli, cercano in Rete le risposte sulla vita. E i dati sono allarmanti: Il 70% dei giovanissimi, adolescenti prima di aver compiuto i 14 anni, risulta iscritto a un social network, in occasione del Safer internet day dello scorso 5 febbraio. In particolare gli adolescenti che navigano in rete o stanno sui social senza essere seguiti dai genitori, e di questi il 41% lo fa anche oltre le 23. E 8 su 10 comunicano coi genitori tramite le chat. Mancanza di comunicazione e dialogo di cui sono responsabili i genitori in primis, in quanto l’80% di bambini tra i 3 e 15 anni usano lo smarphone dei genitori per giocare. Il 70% dei genitori italiani lo propone a 2 anni per distrarli. Ecco perchè sono importanti i laboratori che le Acli Marche stanno istituendo. Saranno occasioni per far comprendere direttamente ai ragazzi, con metodologie partecipative, i rischi della dipendenza tecnologica e la gravità del fenomeno del cyberbullismo. Una questione educativa in primis che nel progetto coinvolgerà alcune scuole nelle Marche, alcuni oratori ed i circoli Acli”.

-Ma oltre ai laboratori vi sono altri aspetti che rientrano nel progetto?

“Il progetto prevede inoltre l’avvio di incontri pubblici, laboratori informativi e focus group per i genitori e per tutte le figure educative costantemente impegnate nella crescita delle giovani generazioni. L’obiettivo principale sarà quello di fornire indicazioni e strumenti per riconoscere in tempo i segnali del disagio. Tra le attività di FOLLOWYOURSELF, è previsto anche un concorso per la realizzazione di brevi video a costo zero, ad opera dei ragazzi, sugli aspetti connessi alle due problematiche. Il progetto prevede infine l’istituzione di uno sportello telefonico di ascolto e di prima risposta a cui tutti i cittadini marchigiani potranno rivolgersi per ricevere le informazioni necessarie per prevenire, riconoscere e affrontare i rischi del cyberbullismo e delle dipendenze teconlogiche”.

-Ma quali sono le forme patologiche da cyberbullismo?

“Sono tante le forme patologiche: le più importanti l’ansia, depressione, insonnia e una nuova forma di disagio psichico la FORNO, ovvero paura di rimanere fuori, per cui i tenneager, sono coinvolti a fenomeni di violenza di gruppo, ma anche a questa devianza psicologica ed arrivano a controllare il telefono oltre 110 volte al giorno e a svegliarsi di notte per controllare le notifiche. Secondo numerose ricerche scientifiche l’iperconnessione dei nativi digitali è rischiosa dal punto di vista della salute mentale. E se la legge Regolamento europeo del 25 maggio 2018 sulla privacy vieta l’offerta diretta ai sevizi digitali ed iscrizioni digitali ai minori di 16 anni, Ma in realtà sappiamo che nella nostra società spesso gl iindaffarati genitori iscrivono abusivamente i loro figli minori a 16 anni, truffando sulla loro età.. Dobbiamo riflettere tutti”.

 

A cura di PAOLO MONTANARI

Logo ACLI MARCHE tratto da Internet

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