La cambiale di matrimonio al Teatro Rossini, prodotta dal ROF per le celebrazioni rossiniane

Teatro Rossini gremito di persone per la rappresentazione della farsa comica in un atto di Gaetano Rossi su musica di Gioachino Rossini LA CAMBIALE DI MATRIMONIO, che ha avuto un’anteprima per le scuole giovedì 28 febbraio sempre al Teatro Rossini. L’opera, rappresenta la prima composizione musicale pubblica di Rossini, con la sua prima rappresentazione a Venezia al teatro San Moisè il 3 novembre 1810. Il progetto pesarese ha visto la collaborazione con sei buoni interpreti della farsa, il direttore d’orchestra Alessandro Bonato, l’Orchestra del Conservatorio statale di musica G.Rossini, l’ideazione, progettazione, elementi scenici, video e costumi dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, l’innovativa regia di Francesco Calcagnini e Davide Riboli e la coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari. Il presidente del Rossini Opera Festival, Daniele Vimini, presente alla serata insieme al neo presidente del conservatorio Rossini, dottor Salvatore Giordano, ha sottolineato come tre anni fa, a duecento anni dalla prima assoluta del Barbiere di Siviglia, molti teatri nel mondo decisero di mettere in scena in grande stile l’opera-simbolo di Rossini. “Come Rof abbiamo fatto una operazione controcorrente, coinvolgendo i giovani, perchè il lascito testamentario di Rossini fu creato per i ragazzi del Liceo musicale pesarese. Le sinergie di allora con il Conservatorio Rossini, l’Accademia rossiniana, trovano oggi con la messa in scena de La Cambiale di matrimonio un altra sinergia collaborativa con la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, l’Orchestra degli studenti del Conservatorio Rossini e i solisti dell’Accademia rossiniana Alberto Zedda”.

Ne è venuta fuori una simpatica messinscena de La Cambiale di matrimonio, che accanto alle invenzioni musicali di Rossini, aggiunge quella di Calcagnini e Riboli, che rifacendosi al motto DONNE E MOTORI, fanno rivivere sul palcoscenico del teatro Rossini, la storia della leggendaria famiglia Benelli, icona mondiale del motociclismo mondiale. E d’altra parte questa farsa ha un significato progressista, forse non molto amato da Rossini, di essere lo spartiacque fra il conservatorismo nobiliare nelle corti europee e il mondo borghese che stava nascendo. Un mondo nuovo, anch’esso ricco di potere e denaro, che utilizza le mappe del mondo, come ne Il Grande Dittatore di Chaplin, il senso di un dominio, “l’idea di quel metallo, portentoso, onnipossente”, che sembra muovere la riconrsa del desiderio e che trasforma i personaggi in macchiette impegnate, a mo di mimi, ad adorare gli oggetti feticcio, simboleggiati dalle bellissime motociclette della Benelli. “Oggetti di desiderio, scrive nella nota introduttiva al libretto Rossano Baronciani, docente di Etica della comunicazione, presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, che si incontrano e si legano dialetticamente con la figura di Fanny, che subisce la riduzione a oggetto “cambiale” e che appare sempre inadeguata in quanto non più donna, ma solo bene di consumo. Sotto molti aspetti, La cambiale di matrimonio inaugura la straordinaria capacità mimetica di Rossini nel rendere seducente e piacevole qualsiasi accadimento.

PAOLO MONTANARI

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