Leggere, leggere….riflettere, rubrica editoriale di Paolo Montanari

E’ uscito il secondo volume dell’Epistolario di Giacomo Puccini 1897-1901, a cura di Gabriella Biagi Ravenni e Dieter Schickling (ed. Leo Olschki). Il poderoso volume è stato voluto dalla Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini. Il secondo volume contiene 855 lettere, più 8 lettere senza testo nell’Appendice; 326 fin’ora segnalate in cataloghi. Le lettere comprendono fatti della vita quotidiana con i quali si intrecciano itinerari di viaggi e nuove conoscenze. Un particolare riguarda le passioni.

Albrecht Durer e Venezia è il titolo del saggio a cura di Giovanni Maria Fara (ed. Leo Olschki).
Questo libro con saggi anche di altri ricercatori, è uno studio monografico sul Durer veneziano; non è però limitato ai pochi e significativi anni che egli soggiornò in laguna, ma indaga, secondo tempi e prospettive differenti, il fenomeno inscindibile e assai ampio della sua ricezione, come pittore, incisore e teorico dell’arte. Durer e Venezia, dal suo accertato soggiorno fra l’autunno del 1505 e il Gennaio del 1507, che viene letto anche alla luce delle esperienze giovanili di fine Quattrocento, fino alla decisiva stagione dell’erudizione europea compresa tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, in Veneto è incarnata dalle figure di Giovanni de Lazara e Jacopo Morelli, che si scambiano una loro versione italiana delle lettere veneziane di Durer, rese note nel 1781 da C. G.. von Murr: versione che in questo libro viene per la prima volta pubblicata anche nelle sue redazioni intermedie.

Ursula Reuter – Mayring è l’autrice del volume Giuseppe Baretti: Sugo, Sostanza e Qualità. La critica letteraria italiana moderna a metà del XVIII secolo (Olschki editore). Giuseppe Baretti nacque nel 1719. Oggi, a trecento anni dalla sua nascita, vale la pena riscoprire un autore che è spesso considerato uno dei fondatori della critica letteraria italiana moderna, insieme alla sua opera. Negli scritti di Baretti troviamo una voce decisamente italiana e cosmopolita, che rivendica una letteratura moderna radicata nella tradizione e sottoposta tanto a un rigore poetico-stilistico e, contemporaneamente, di richiamo alla contemporaneità. Il volume presenta una visione d’insieme sull’attività letteraria che Baretti portò avanti per tutta la vita. L’analisi approfondita di alcuni esempi testuali conferma anche la teoria di una modernità che emergerebbe dall’illuminismo, mostrando come questa sia radicata nel discorso estetico plasmato dai filosofi sensisti inglesi quali Hume di grande impatto all’epoca.

Traduzione delle Amatoriae Narrationes di Plutarco di Angelo Poliziano a cura di Claudio Bevegni (Olschki editore) è un importante scritto del 1479 che il grande studioso compose nella quiete della villa medicea di Fiesole. Dopo aver volto in latino il Manuale di Epitteto Poliziano rivolse l’attenzione ad un’opera tramandata tra gli scritti di Plutarco, appunto le Amatoriae narrationes, che traduce e dica all’umanista pesarese Pandolfo Collenuccio. Le Amatoria sono una collezione di storie e leggende locali di argomento amoroso caratterizzate da un’atmosfera truce e da una fine tragica, giacché violenze, tradimenti e suicidi si ripetono come un leit motive, una lettura inquietante. Poliziano afferma di averle tradotte nei ritagli di tempo, ma la qualità del suo vertere resta alta. Il testo delle Amatoriae viene stampato a fronte della traduzione latina, affinchè il lettore possa valutare tutte le caratteristiche dell’affascinate versione dell’opuscolo plutarcheo.

PAOLO MONTANARI

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