Fonti interne alla Unità di Ginecologia affermano che “Il punto nascita di Urbino non è in discussione

Le esternazioni sulla stampa apparse da parte di un candidato alla prossima elezione del Consiglio Comunale di Urbino hanno destato grande sorpresa e sconcerto negli operatori e professionisti che si sentono, immotivatamente, chiamati in causa con considerazioni non suffragate da obiettività e conoscenza. Le affermazioni dei rischi di possibile chiusura del punto nascita di Urbino segnano il punto più alto di una ricerca strumentale di visibilità mediatica che rischia di configurare un procurato allarme e danno alla Azienda AV1 ed alla popolazione.

Fonti interne alla Unità di Ginecologia affermano che “Il punto nascita di Urbino non è in discussione. In questi anni, ha subito una riduzione dei parti in linea con il calo delle nascite registrato a livello nazionale.

Questo è avvenuto in tutti i reparti di Ostetricia anche in quelli che si trovano sulla costa a dispetto di ciò che demagogicamente si afferma. Anzi, a contraddire le affermazioni pubblicate, il reparto di Ostetricia di Urbino presenta una mobilità attiva nei confronti della Romagna che altre ostetricie marchigiane non hanno e questi dati sono consultabili sui dati di mobilità. Se almeno vi fosse stata l’umiltà di documentarsi sarebbe emerso che la Ginecologia di Urbino, pur avendo una carenza di personale, ha continuato ad essere in linea con tutti gli indicatori che certificano: una percentuale di Tagli Cesarei primari al 17% ben al di sotto del 25% della media regionale, un numero di interventi di ginecologia oncologica ad alta specialità ben al di sopra di molte altre strutture regionali, un servizio di diagnosi prenatale con prestazioni ultra specialistiche che si eseguono solo nell’ospedale di Urbino come la funicolocentesi e altre prestazioni che possono essere verificate anche da coloro che intendono fare affermazioni fuori dalla reale dinamica del Servizio .

Tutto questo con il sacrificio di tutto il personale che pur in carenza, dedica tutta la propria vita e professionalità a questo reparto e all’Ospedale di Urbino.” Di pari le considerazioni verso la Pediatria ed il Laboratorio Analisi.

Nel caso della Pediatria l’assenza degli specialisti non è una novità. Da diversi anni il numero dei medici specializzati che vengono formati dalle Università è di gran lunga inferiore alle richieste e poiché Urbino è struttura che, come le altre stanno nel sistema, ovviamente viene a soffrirne.

E’ vero invece, questi sono dati, che la Direzione di Area Vasta 1 ha promosso, specialmente negli ultimi anni, numerosi Avvisi e Concorsi pubblici per Pediatri (7 negli ultimi 3 anni) purtroppo spesso con scarse o nulle risposte, fino a dover ricorrere nel 2018 ad altre forme di contratti per mantenere l’attività del punto nascita, che richiede per Legge, la presenza del Pediatra 24 ore su 24.

La modalità di ricorrere a forme di collaborazione in convenzione non è una soluzione originale della AV1 ma la esperienza “obbligata” anche in altre Regioni.

La stessa Agenzia CMP di Bologna ha attualmente in essere contratti analoghi e con stesso prezzo, a quanto stipulato con l’Area Vasta1 per Urbino, con Marche Nord (per le necessità dei punti nascita di Pesaro e di Fano) e con l’Area Vasta 3 per la Pediatria di Fermo.

La carenza di personale medico non ha comunque inciso sulle qualità delle cure offerte ai bambini che nascono o si ricoverano a Urbino, come dimostrano i numerosi e quotidiani attestati di stima e gratitudine delle famiglie dei piccoli pazienti, grazie all’impegno professionale e al senso di dedizione e sacrificio di tutto il personale medico e non medico della Pediatria di Urbino .

A conferma del costante impegno di assicurare stabilità e continuità al Servizio si fa presente che, a ottobre 2018, l’ASUR Marche ha indetto un nuovo Concorso Regionale per assumere Pediatri, Urbino compreso, le cui procedure sono attualmente in corso e che dovrebbe tenersi entro i prossimi 2-3 mesi.

Infine per quanto riguarda il Laboratorio Analisi (UOC di Patologia Clinica) le dichiarazioni non dovrebbero essere prese in considerazioni perché non solo la attività è coerente con gli standard del servizio ma addirittura i processi (Audit Certificato anno 2018) “sono adeguatamente pianificati, documentati, rappresentati con idonei strumenti e monitorati con idonei indicatori di prestazione.

Nel report di Audit si riporta che la Direzione Certificatore, verificati tutti i documenti, ha predisposto le risorse necessarie per il funzionamento del Sistema e che tutte le attività sono gestite sotto controllo e supportate dalle registrazioni previste, punto di forza l’accuratezza analitica evidenziata”

Come viene affermato dal Direttore del Servizio le prestazioni inviate in altre strutture rispondono a canoni di qualità infatti “sono inviate in altre Strutture semplicemente per scarsa richiesta da parte dell’ Utenza esterna ed interna e contemporaneamente per offrire un Servizio di Qualità evitando disagi all’ Utenza”.

 

Tiziano Busca

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