Grande successo per il concerto OMAGGIO A ROSSINIANA II MUSICA E CONCERTI A PESARO a cura dell’Ente Concerti

In una giornata domenicale in cui si è respirata aria musicale rossiniana per tutto il centro storico di Pesaro, anche l’Ente Concerti ha reso omaggio al Cigno di Pesaro al teatro Rossini, con un duo cameristico di grande prestigio: Silvia Chiesa al violoncello e Maurizio Baglini al pianoforte, con un bel programma soprattutto raffinato. Si è iniziato con la Sonata n.2 op. 58 di Mendelssohn in quattro movimenti, che fu composta nel 1845 e pubblicata nello stesso anno a Lipsia. Chiamata DUO, un termine già usato da Schubert per un sonata per violino e pianoforte, nella sonata op.58 il riferimento è a Beethoven in particolare nel primo tempo. Mendelssohn predilige il Beethoven giovanile della Sonata op.5 a quello della Sonata op.69 o al tardo Beethoven delle sonate op.102. I temi sono costruiti sulle funzioni armoniche fondamentali, la scrittura pianistica e violoncellistica è trasparente, lineare e l’insieme risulta immerso in una luce tardottocentesca quanto mai suggestiva.

Con le sette Variazioni sul tema del Flauto magico di Mozart, Beethoven prese spunto appunto da un tema delle celebre opera mozartiana, l’aria di Papageno, che compose nel 1798, calandosi così nella tradizione musicale popolare. Fin dalla prima variazione affidata al solo pianoforte, Beethoven si allontana nettamente dal tema con un disegno ammiccante e burlesco. che sembra un ritratto psicologico di Papageno. Altri aspetti del personaggio, più che il tema, vengono messi in luce nelle successive variazioni, con estrema inventiva e vivacità. Le variazioni in modo minore sono due, consecutive, e la seconda di essa serve di introduzione all’ultima, ampliata, che funziona come un finale.

Nelle Variazioni (Sonata a preghiera) in fa minore in sei movimenti di Paganini sul tema del Mosè in Egitto di Rossini, composto intorno al 1819, troviamo il noto tema rossiniano proposto per tre volte dal violino, dapprima sul registro grave, poi un’ottva sopra, infine in armonici sfocia nella ripresa e poi si conclude in una piccola cadenza di bravura. Ad esso segue un andantino che funge da pretesto.

Di Rossini poi è stato eseguito da libro n. 8 dei Peccati di Vecchiaia, un piccolo gioiello di musicalità e intimità.

Infine l’op. 19 di Rachmaninov, composta in quattro movimenti nel 1901, questa sonata in solo minore, risale al periodo giovanile del compositore russo con un ampio e articolato sviluppo.

Il duo Chiesa – Baglini ha eseguito il concerto in maniera mirabile, riscuotendo tanti applausi dal pubblico.

PAOLO MONTANARI

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