Una mascotte, mille emozioni: l’Ape Andrea si racconta!

Per tutti è l’Ape. In realtà il suo nome come tutti sanno è Andrea, ma l’Ape ormai è un simbolo della storia della Vuelle e di tutti i suoi tifosi: presa d’assalto dai bambini, gettonatissima anche dagli adulti, l’Ape non manca mai! Ogni persona che fa parte del mondo Vuelle lo conosce: ma chi è nella realtà di tutti i giorni l’Ape Andrea, come è nata questa passione e il rapporto che lo lega al club? Lo abbiamo chiesto direttamente a lui!

“Tutto è nato nel 1996 quando la sede della società era in via Mario Paterni: ero molto amico del figlio del patron Valter Scavolini. Erano i tempi del passaggio dal mitico hangar di Viale dei Partigiani, teatro delle vittorie dei due indimenticabili scudetti del 1988 e 1990 al trasferimento al nuovo palas, allora BPA in zona Torraccia. Dissi a Valter che se la Vuelle avesse avuto bisogno di una mascotte nel nuovo palazzo dello sport, beh, avrebbero potuto contare su di me!”, racconta.

Alcune “parti” dell’Ape originaria si possono notare ancora oggi, all’interno di un’altra mascotte, quella di Atomic La Formica che oggi accompagna le partite casalinghe dell’Italservice calcio a 5, la squadra di serie A di Pesaro. “Tutto è iniziato appunto nel 1996: in quel periodo io facevo il militare ad Ancona e non riuscivo sempre ad essere presente: un giorno di febbraio ho sostituito Andrea Valentinetti (ex giocatore del settore giovanile) che ricopriva questo ruolo particolare e da allora non ho più smesso! Quella domenica me la ricordo bene, dato che si giocava una partita molto importante per tutti i pesaresi, quella contro la Kinder Bologna! Da quel momento si è notato un cambiamento e il caso ha voluto che a quel match fossero presenti anche alcuni dirigenti della Lega Basket che mi chiesero la disponibilità per portare la mascotte anche all’All Star Game, alla Supercoppa italiana e alla Coppa Italia”, ricorda Andrea.

Con il passare del tempo Andrea è stato contattato anche da altri sport, tra cui il nuoto, la superbike e la pallavolo: con quest’ultima nel 2005 ha preso parte alle finali della Coppa dei Campioni a Istanbul!

Ma non è tutto, perché l’Ape si è trasformata anche in uno stambecco: in occasione del Giro d’Italia, infatti, dietro il famoso “Girbecco” c’è ancora lui!

“A me è sempre piaciuto essere la mascotte di vari sport per molti motivi: prima di tutto per far ridere le persone e i bambini; nella festa di Natale di Eticamente in Gioco che si è tenuta a dicembre a Urbania sono stato letteralmente assalito dai piccoli!”, ci dice con emozione.

L’Ape con il tempo è diventato amico di tutti: giocatori, tifosi e arbitri, nessuno escluso, tanto che spesso si sente urlare da molti un eloquente “Ciao Apeeee!”

Tutti vogliono l’Ape e se non possono averla in persona, va bene anche sotto forma di piccola mascotte o in cartolina: “In molti chiedono di riprodurre le Api che erano state realizzate per beneficenza qualche tempo fa!”, sottolinea Andrea.

Per L’Ape il prossimo obiettivo è chiaro: arrivare a 25 anni di attività, sempre che il vestito lo consenta! “Dal 1996 siamo arrivati al terzo – illustra – servono 20 giorni per realizzarlo e devono lavorarci 2 persone”.

“L’Ape è operaia e lavora, per me rappresenta l’anima della Vuelle. Mi piace da matti essere lì, far ridere i bambini con le mie capriole e salti a bordo campo, oltre a conoscere i giocatori: una delle cose che apprezzo di più è che tutte le tifoserie in Italia mi rispettano. Sono orgoglioso di essere diventato il simbolo dello sport di Pesaro e devo ringraziare moltissimo l’ex direttore generale Lucio Zanca per i cartelloni e per tutte le iniziative che hanno caratterizzato i primi anni, mentre per gli sketch grandissima parte del merito è dell’ex presidente Franco Del Moro che da 20 anni mi riempie di suggerimenti”, conclude l’Ape più amata d’Italia. Continua così e facci divertire sempre di più, mitico Andrea!

Ufficio Stampa VL

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