Sit in protesta latte, Amministrazione di Pergola al fianco dei pastori sardi. Con foto

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La bandiera dei quattro mori a fianco del tricolore, trattori, un recinto con pecore e agnelli e soprattutto tante taniche di latte. Anche a Pergola è arrivata la protesta dei pastori e agricoltori sardi per il prezzo troppo basso del latte, ma anche per altri prodotti come l’agnello, e in difesa del made in Italy. Questo il cuore del sit in tenutosi martedì sera davanti al palazzo comunale, organizzato dall’amministrazione comunale insieme alla comunità di pastori sardi insediata a Pergola ormai da decenni. Con loro tanti cittadini, circa trecento. Rilevante la presenza dei sardi nella provincia pesarese, impegnati nei settori dell’allevamento e dell’agricoltura, in tutto circa 40 aziende. A Pergola ne sono arrivati una trentina, da Urbino, Arcevia, Calcinelli, Montelabbate. Con loro anche i vertici dell’associazione culturale sarda di Pesaro e della federazione associazioni sarde d’Italia. «Noi stiamo con i pastori sardi, con chi lavora e sostiene il territorio, economia, cultura e turismo», recita uno striscione. «Abbiamo organizzato questo sit-in – ha esordito il sindaco e vicepresidente nazionale Anci Francesco Baldelli – perché vogliamo far sentire forte la nostra vicinanza ai pastori e allevatori sardi del nostro territorio. Una comunità che sostiene l’economia pergolese, che lavora duramente. I politici si ricordino che noi staremo sempre dalla parte dei lavoratori, di chi si rimbocca le maniche ogni giorno e produce prodotti di qualità nel nostro territorio. Ma siamo anche contro quella grande distribuzione organizzata, quelle multinazionali che vogliono approfittarsi dei nostri pastori, contro questo modello di Europa che non ci rappresenta. Il latte da 60 centesimi passi stabilmente a 1 euro più iva. Questo sit-in sarà solo il primo di una lunga serie di iniziative se la situazione non si sbloccherà. C’è troppo silenzio da parte della classe politica muta di fronte all’invasione dell’olio tunisino, delle arance dal Marocco, dei pomodori dalla Cina o dal latte dell’est. Dobbiamo proporci di non acquistare più prodotti che non siano lavorati in Italia con latte che non proviene dalle nostre stalle e che fa concorrenza sleale ai prodotti della nostra terra. Solo così potremo sconfiggere chi sta mettendo in ginocchio l’Italia e la sua economia. Vogliamo mangiare il pecorino romano fatto solo con latte sardo che è il migliore». Poi insieme al presidente dell’associazione sardi di Pesaro Urbino Luciano Zucca hanno preso la parola due allevatori sardi-pergolesi: Francesco Bussu e Sebastiano Ruiu. «Il prezzo del latte – ha sottolineato quest’ultimo – è davvero troppo basso per andare avanti. I sacrifici che quotidianamente facciamo sono enormi, il nostro è un lavoro molto duro, ma così ci costringeranno a chiudere. La speranza è che la situazione cambi al più presto». Ha proseguito Bussu: «Altro problema è rappresentato dal prezzo dell’agnello. A Pasqua e a Natale ci danno circa 4 euro, durante l’anno se va bene 2,5 euro. Devono pagarci un prezzo giusto tutto l’anno!» Gli allevatori hanno poi donato al centro socio educativo Margherita e alla casa di riposo alcune forme di formaggio sardo. Al termine, in forma di protesta, hanno versato lungo il corso alcune taniche di latte tra gli applausi dei tanti cittadini intervenuti.

 

Comune di Pergola

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